Residenze e servizi anche per padri separati con figli a carico

Posted on 16 ottobre 2014 di

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Oggi in occasione della manifestazione organizzata dal Movimento Nazionale dei genitori separati che si è svolta davanti ai Tribunali Civili e Minorili di moltissime città italiane il consigliere regionale Roberto Zaffini di Fratelli d’Italia ha presentato una importante modifica alla legge 20/2002 che “Disciplina l’accreditamento delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziale e semi-residenziale”. L’attuale legge infatti non prevedeva in alcun modo la tutela degli uomini divorziati, separati, vedovi o comunque soli con minori a carico che si trovano in condizioni di disagio. Questa lacuna normativa violava il divieto di discriminazione nell’erogazione dei servizi previsti nel principio costituzionale di uguaglianza. Con questa proposta di legge si intende promuovere una tipologia di struttura che possa essere concepita esclusivamente per persone di sesso maschile con figli minori. Sono sempre di più i casi in cui l’unica figura genitoriale di riferimento per i minori sia quella paterna piuttosto che quella materna., a dichiararlo è Antonella Algia Flati Presidente dell’associazione Pronto Soccorso Famiglie.

Storie di alcolismo, tossicodipendenza, depressione e altre malattie che rendono impossibile l’assorbimento dei compiti di cura da parte delle madri, potrebbero trovare nei padri un valido approdo per i figli, evitando in molti casi gli allontanamenti facili che prevedono sempre più spesso la collocazione dei minori in casa famiglia, ma in Italia mancano le strutture in grado di accogliere papà con figli. Casi di indigenza economica ma non di mancanza affettiva fanno si che oggi l’Italia sia totalmente impreparata a dare supporto a nuclei familiari formati da bambini e padri e questo rende necessario apportare delle modifiche normative che mettano in atto i progressi e i profondi mutamenti del tessuto sociale e familiare. In tal senso il consigliere regionale Roberto Zaffini ha presentato alla Regione Marche la richiesta di modifica della legge regionale 20/2002

Questo – prosegue Flati – potrebbe essere un passo avanti per rendere possibile la previsione di queste nuove strutture o le modifiche regolamentari di quelle già esistenti che oggi sono destinate esclusivamente a donne con bambini. Speriamo che la legge sia approvata urgentemente affinché le Marche possano annoverarsi fra le regioni che per prime danno attenzione concreta ai mutamenti che purtroppo si sono verificati in molte famiglie in questi ultimi anni.

Roberto Zaffini
Consigliere Regionale

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