Bimbo rapito dalla madre Il padre: vi prego, trovateli

Posted on 11 ottobre 2014 di

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L’affidatario denuncia l’ex moglie ballerina di night per sottrazione di minore Poi rintraccia il figlio e cade nell’agguato: pestato dai complici della donna

Il giudice ha deciso di affidarlo al padre e ai nonni paterni. Alla madre, 29enne ballerina di night con una difficile storia personale e alle spalle anche una diagnosi di tipo psichiatrico e un paio di tentativi di suicidio, il diritto di incontrare il figlio di quando in quando, sotto il controllo dei servizi sociali. La storia del piccolo Giovanni (il nome è naturalmente di fantasia, a tutela del bambino) che ha dieci anni, ha preso una brusca svolta quando, con il consenso del padre e delle assistenti sociali, è andato a trascorrere quattro settimane nell’attuale abitazione della madre, a Reggio Emilia. Forse il bambino s’è anche trovato bene ma tra i genitori e i servizi sociali c’era un accordo: sabato 13 settembre, giorno successivo all’inizio delle scuole, il bambino sarebbe stato riconsegnato al padre.

Non è stato così. «Sono a Napoli, il bambino non te lo do più, vieni a prendertelo se sei un uomo…» è l’assurda sfida lanciata dalla donna all’ex marito nel corso di una telefonata in cui l’uomo rivendicava il legittimo diritto di vedersi restituire il figlio. Il papà del bambino, 47enne gestore di un bar caffetteria a Mantova, non ha avuto altra scelta che denunciare alla Procura la donna per sottrazione di minore. Nonostante questo, a quasi venti giorni dalla querela, nessuno sembra aver mosso un dito per restituire il bambino al tutore assegnato dal tribunale.

«Aiutatemi a trovare il mio bambino, lo dico per il suo bene, il giudice dei minori l’ha affidato a me, non alla madre – è l’appello disperato che a distanza di giorni rivolge a forze dell’ordine, Procura e prefetto – temo che invece di andare a scuola la sua educazione sia affidata a chissà chi, o che passi le giornate davanti al televisore o in strada, oppure che sia custodito da estranei e persone inaffidabili. Non riesco più ad avere notizie di lui: l’ultima volta che l’ho visto è stato a casa della madre, quando ho tentato di convincerla a riconsegnarmelo, come avevamo concordato con gli assistenti sociali. Invece sono stato picchiato selvaggiamente da tre uomini…».

Il padre del bambino si riferisce al pestaggio subito il 15 settembre a Reggio Emilia, non distante dalla stazione ferroviaria, nel corso del tentativo di raggiungere il figlio per riportarlo a casa. Era stata una sorta di agguato. Aveva suonato al citofono dell’appartamento dove l’ex moglie vive con l’attuale compagno, scambiato due parole con il figlio e poi, invitato a entrare, era salito fino all’appartamento, al primo piano. Sempre stando alla denuncia presentata in Procura il barista sarebbe stato aggredito dall’ex cognato, dall’attuale convivente dell’ex moglie e da un terzo uomo, sconosciuto.

Quindi sarebbe stato fatto bersaglio di una fitta gragnola di pugni in faccia e in testa, e minacciato con un coltello. «Dammi il passaporto del bambino, altrimenti non lo vedi più» gli avrebbero intimato gli assalitori. A quel punto, per sottrarsi ai colpi ed evitare il peggio, l’uomo si era visto costretto a saltare dal balcone. «Guarirà in quindici giorni» aveva scritto sul referto il medico che l’aveva medicato poco dopo al pronto soccorso.

«Perché finora nessuno, né i servizi sociali, né le forze dell’ordine sono stati in grado di intervenire per far rispettare l’affidamento deciso dal giudice?» si chiede il padre.

http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2014/10/10/news/bimbo-rapito-dalla-madre-il-padre-vi-prego-trovateli-1.10093576