La costruzione dell’autostima nel bambino

Posted on 26 maggio 2011 di

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Il diritto di ogni bambino , di ogni essere umano , è dunque quello di poter realmente vivere i propri sentimenti e i propri pensieri , condizione importante per sviluppare una componenete essenziale della propria personalità : l’autostima . L’azione educativa verso un bambino prende dunque l’avvio dal rispetto della sua persona : egli non deve essere considerato un giocattolo , manipolabile e indottrinabile come l’adulto spesso vuole senza risponderne a nessuno. Questo principio non è esclusiva conquista della cultura occidentale , nè di tempi recenti . In alcune culture dell’Africa nera si attribuiscono al bambino origini sovrannaturali : egli viene dal mondo degli antenati e attraverso la sua persona uno spirito o un antenato ritorna nel mondo dei vivi. Affinchè il bambino possa umanizzarsi e lasciare definitivamente il mondo da cui proviene – un universo estremamente armonioso e meraviglioso – bisognerà che gli esserei umani lo seducano , gli dimostrino che la vita sulla Terra è qualcosa che vale la pena vivere, altrimenti il bambino deciderà di ritornare nel mondo dell’aldilà e questo vorrà dire che gli umani che lo hanno accolto nel mondo non si saranno comportati verso di lui come avrebbero dovuto , non avranno mostrato nei suoi confronti il rispetto dovuto ad un antenato tornato sulla Terra. E per comportarsi bene , da parte dei genitori , cruciali sono i primi due anni di vita . Infatti , in due anni, il bambino impara a camminare e soprattutto a parlare : sino a che non si è in possesso del linguaggio in quelle culture non si può essere definiti umani. Quando il bambino  vine costretto a rinunciare ad essere se stesso e , per essere accettato , si adegua ai desideri alle attese, ai progetti, alle ambizioni dei propri genitori, finisce spesso per pagare un prezzo elevato in termini di sviluppo della propria personalità. Infatti, nell’adattarsi alle richieste genitoriali ed ambientali , il bambino finisce per dar luogo a un falso Io , ” un Io inautentico perchè costruito sulle aspettative di altre persone per cui accanto a un Io autentico cresce un falso Io che riflette ciò che gli altri vogliono e si aspettano. Questo falso Io , docile e conciliante , obbliga l’individuo a vivere come una risposta ad altri “. E’ un errore educativo non trascurabile , quello di collocare il bambino in un mondo di esperienze in cui egli è proteso , da parte dei genitori , vincente in tutto ciò che intraprende ; egli invece ha bisogno di sbagliare , di affrontare il fatto di non essere sempre il migliore , di fare il proprio concetto che la perfezione e il successo sono traguerdi legittimi , ma non assolutamente necessari: vivere se stessi nella norma con dignità e autenticità di pensieri e di sentimenti , questo è l’obbiettivo che merita di essere raggiunto nella propria esitenza quotidiana.

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