La nuova tutela europea dei minorenni

Posted on 26 novembre 2010 di

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Ridisegnate in senso più inclusivo le norme sulla cooperazione giudiziaria in materia di diritto di famiglia. E’ il nuovo regolamento comunitario 2201/2003 sulla competenza giurisdizionale, il riconoscimento reciproco, l’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e sulla responsabilità dei genitori. Viene ora applicato a tutte le azioni proposte dopo il primo marzo 2005 in tutti gli Stati membri, con la sola eccezione della Danimarca. Si tratta di un significativo passo in avanti per la tutela dei diritti dei minori, limitata nel precedente regolamento (CE 1347/2000) alle decisioni in tema di divorzio e riferite soltanto ai figli nati all’interno del matrimonio. La libera circolazione delle persone poneva comunque il problema di rendere effettivamente applicabile il diritto di visita e di scoraggiare il fenomeno della sottrazione internazionale dei minori che, dopo il divorzio o la separazione, vengono portati a vivere nello Stato di origine di uno dei due soggetti che esercitano nei loro confronti la potestà genitoriale. La volontà generale del legislatore è stata appunto quella di evitare i conflitti tra diverse sentenze nazionali e di garantire ai minori il diritto di mantenere i contatti con entrambi i genitori. Il nuovo regolamento allarga il proprio campo di applicazione a tutte le decisioni giudiziarie rese in materia di responsabilità genitoriale, indipendentemente dal fatto che i figli siano o meno nati dal matrimonio. Il reciproco riconoscimento degli ambiti giurisdizionali è strettamente connesso alla definizione delle procedure per garantire una rapida e certa applicazione delle decisioni in cui sono coinvolti due Stati. La necessaria tempestività per dare corso all’esecuzione delle decisioni (specialmente per il rimpatrio dei minori e il diritto di visita) è affidata a un meccanismo che abolisce il precedente ricorso ad un’ulteriore azione giudiziaria di riconoscimento reciproco (procedura di exequatur). In pratica, è stabilito in linea generale che le decisioni del Tribunale della nazione in cui il minore aveva la residenza abituale immediatamente prima del trasferimento o del mancato rientro conservi la competenza giurisdizionale fino a che il minore non abbia acquisito la residenza in un altro Stato membro. Le decisioni possono quindi essere automaticamente riconosciute e fatte applicare nella nazione in cui il minore è stato portato. Per il rimpatrio del minore sottratto il Tribunale deve disporre entro sei settimane, concedendo audizione allo stesso e al portatore di responsabilità genitoriale estraneo alla sottrazione. In senso più generale, il nuovo regolamento fonda il sistema di cooperazione sulla designazione in ogni Stato membro di una o più autorità incaricate di favorire lo scambio di informazioni tra le autorità giudiziarie e tra le parti interessate.

 

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