Obama racconta ai bambini come sa sognare l’America

Posted on 16 novembre 2010 di

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In un libro dedicato alle figlie, “Of Thee I Sing”, la storia di tredici eroi. In copertina Sasha e Malia con l’ìinseparabile cane Bo. Trentuno pagine, 18 dollari (in beneficenza) e una tiratura iniziale di 500 mila copie

dal nostro inviato ANGELO AQUARO

Obama racconta ai bambini come sa sognare l'America La copertina del libro di Obama

NEW YORK – Dai sogni di suo padre a quelli delle figlie: “Vi ho mai detto quanto siete meravigliose?”. Con un attacco da maestro Barack Obama torna al mestiere, suggeriscono i nemici, che conosce meglio: quello di scrittore. Il libro si chiama “Of Thee I Sing”, dove “Thee” è una versione arcaica per You: canto di voi, dice il presidente a Sasha e Malia, le due bambine che compaiono in copertina con l’inseparabile cane Bo, disegnate dal maestro Loren Long, già autore della fiaba di Madonna “Mr. Peabody’s Apple”.

Il libretto di appena 31 pagine – che costa 17 dollari e 99 centesimi, tutti destinati in beneficenza a una scuola per i figli dei disabili e caduti di guerra – è sottotitolato “Lettere alle mie figlie”. Ma “vuole far riflettere tutti i bambini d’America” spiega il portavoce Robert Gibbs “sulla capacità che questo paese ha di sognare, di sognare in grande e di raggiungere qualsiasi obiettivo”.

Per illustrare i sogni d’America, Obama ha scelto di raccontare le storie di 13 eroi: si comincia dalla pittrice Georgia O’Keefe, simbolo di creatività (“Ci ha aiutato a scorgere l’immensa bellezza nelle piccole cose”) e si chiude con George Washington, che ricorda “l’orgoglio di essere americani”. In mezzo, il genio Albert Einstein, l’astronauta Neil Armstrong e un altro presidente, quell’Abramo Lincoln che cancellò la schiavitù. Naturalmente nella galleria del primo presidente afroamericano non potevano


mancare i campioni della cultura black: da un campione vero, di baseball, Jackie Robinson, il primo nero a infiammare gli stadi, alla cantante jazz Billie Holiday, che in “Strange Fruit” denunciò appunto la segregazione. Fino, naturalmente, a Martin Luther King, “che ci insegnò a non arrenderci mai”.

Meno scontate invece la scelta di Helen Keller, la scrittrice e attivista disabile nonché storica leader del Partito Socialista d’America (chissà che diranno i Tea party) nonché del primo Nobel statunitense per la pace, Helen Keller, e del capo delle rivolte contadine, Cesar Chavez. Per non parlare di May Lin, la cinoamericana che ancora studentessa di architettura vinse il concorso per il monumento di Washington alle vittime del Vietnam. Ma la scelta che più di tutte farà discutere sarà quella di Toro Seduto, che qui Barack ricorda come “guaritore” ma per mezza America resta il massacratore del generale George Custer a Little Big Horn. Insomma una galleria del politicamente corretto che Obama ha scritto però prima di salire alla Casa Bianca.

Comunque vada sarà un successo: sono state stampate mezzo milione di copie e il libro che esce domani è già nella classifica di Amazon. Del resto “I sogni di mio padre” aveva spinto l’editore Random House a offrire al giovane Barack un contratto triennale da 1,9 milioni di dollari. Dopo “L’audacia della speranza”, questo è dunque il secondo del trittico che si concluderà con le memorie presidenziali. Nel 2012 o nel 2016?

Forse non è un caso che il titolo “Of Thee I Sing” Barack l’abbia rubato a un musical dimenticato del grande George Gershwin: storia di un americano qualunque che decide di correre per la Casa Bianca all’insegna dello slogan “Amore”. Eccolo lì dunque il 14esimo eroe proposto a Shasa e Malia: è il loro papà. L’audacia della perseveranza.

http://www.repubblica.it/esteri/2010/11/16/news/obama_libro_figlia-9158917/

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