«Mamma, le bambole non fanno la nanna Sono cattive, ecco perché le picchio»

Posted on 12 novembre 2010 di

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«Mamma, le bambole non fanno la nanna Sono cattive, ecco perché le picchio»

Ai bambini che rifiutavano il cibo sberle sulla bocca e sulla nuca. Ed erano insultati mentre venivano cambiati

Il decreto di sequestro

«Mamma, le bambole non fanno la nanna Sono cattive, ecco perché le picchio»

Ai bambini che rifiutavano il cibo sberle sulla bocca e sulla nuca. Ed erano insultati mentre venivano cambiati

A testimoniare i presunti maltrattamenti sui piccoli, una donna ha girato un video con il telefonino
A testimoniare i presunti maltrattamenti sui piccoli, una donna ha girato un video con il telefonino

MILANO – Una sera Anna, mentre metteva il pigiama alle sue bambole, cominciò a strattonarle e a prenderle a schiaffi. «Iniziò a picchiare le bambole con cui stava giocando perché, diceva lei, non volevano andare a nanna». E quando la mamma le si avvicinò e accarezzandole la testa le chiese «perché fai così? La mamma non lo fa mai con te…» lei rispose: «Mamma no… Franci». La maestra Franci Francesca Pamfili che, entrando il giorno dopo all’asilo, la piccola Anna indicò alla mamma «come colei che picchiava i bambini che non volevano dormire».

Il racconto della mamma di Anna, uno scricciolo di nemmeno due anni la cui identità è nascosta dietro un nome di fantasia, è contenuto insieme a quello di un’ex educatrice e di due dipendenti nelle sei pagine del decreto con cui il gip del tribunale di Pinerolo, Alberto Giannone, ha ordinato il sequestro dell’asilo nido «Nel paese delle meraviglie». Quel «nido della serenità», recita un depliant pubblicitario, gestito dalle tre educatrici ora indagate per maltrattamenti in concorso nei confronti di 37 bambini, 12 dei quali ritirati all’inizio del nuovo anno scolastico in seguito ai primi sospetti e malumori finiti sulle pagine dei giornali locali.

La teste numero uno dell’inchiesta avviata a febbraio è un’ex educatrice che ha lavorato nell’asilo dal maggio 2007 all’agosto 2010. L’insegnante ha riferito ai carabinieri del capitano Paolo Iacopini, coordinati dal pm Ciro Santoriello e dal colonnello Antonio De Vita, di «maltrattamenti sia fisici sia psicologici», attuati dalle responsabili dell’asilo «con assiduità e particolare cattiveria»: «insulti sistematici» che accompagnavano i piccoli «mentre venivano cambiati o messi a dormire in locali non attrezzati per questo»; «schiaffi e pugni, sulla bocca e sulla nuca» che venivano usati per punire «i bambini che non mangiavano e sputavano cibo». Nell’ordinanza si legge anche di una «condotta particolarmente violenta e odiosa» adottata nei confronti di una bambina: «La piccola veniva messa a dormire per terra con il lettino capovolto a mo’ di gabbia su di lei, sì da impedirle di muoversi».

Anche la testimonianza di un’ausiliaria addetta alla mensa parla dello «stato di abbandono e dell’assoluta mancanza di controllo in cui erano lasciati i bambini quando venivano messi a dormire». La dipendente ha riferito di aver sentito «in più occasioni le tre socie insultare i bambini, soprattutto quando si rifiutavano di mangiare, apostrofandoli con parolacce o frasi offensive, per motivi assolutamente futili». Di averle viste «gettare loro addosso dei giocattoli, delle palline». E anche lei ha sottolineato: «Lo facevano con insolita cattiveria o violenza». Come quando lanciavano «le ciabatte addosso ai bambini che recavano un po’ di capricci». Fino ad arrivare alle punizioni esemplari, come: «chiudere i bambini nel camino»; metterli «a dormire sotto il lavandino del bagno posto accanto alla mensa, soli e al buio». Una punizione che, sta scritto nel decreto, «indusse la donna a effettuare un filmato poi consegnato ai carabinieri».

Stesse punizioni e stessi maltrattamenti si ritrovano nel racconto di un’altra dipendente dell’asilo, un’impiegata parente dell’addetta alla mensa. A sua volta la donna «ha confermato che le tre socie erano solite percuotere e insultare i bambini (e indirettamente i loro genitori) per motivi futili». Un particolare, quello degli insulti indiretti ai genitori, che viene sottolineato anche nella prima pagina dell’ordinanza dove si legge che le tre educatrici «maltrattavano ripetutamente la maggior parte dei bambini picchiandoli…, offendendoli con epiteti e frasi ingiuriose, come “…puzzi come tua madre”». Non solo: «Sottoponendoli a vessazioni, costringendoli a mangiare il cibo che in precedenza il bambino aveva vomitato». E ancora: «Facendo dormire alcuni di loro in stanze chiuse al buio e in condizioni di assoluto isolamento, facendoli piangere per lungo tempo senza provvedere ad alcuna forma di consolazione e senza informarsi del loro stato di salute».

Proprio durante uno di questi momenti di anarchia e abbandono la piccola Anna, che dormiva nel suo lettino, sarebbe stata morsicata da un compagno di giochi più grande di lei. «Quei morsi, al volto e al corpo, non sono parole ma una certezza refertata al pronto soccorso», ha detto la mamma della bambina limitando i commenti per non esporsi a nuove polemiche. La sua denuncia ha portato a lei insulti e solitudine. Ma agli investigatori la certezza che nell’asilo al centro dei pettegolezzi di paese – l’indagine è partita dalla denuncia di un cittadino senza figli in quella scuola – i bambini non venivano curati come si deve. «Venivano lasciati senza alcuna custodia per lungo tempo così che finivano per farsi male perché si aggredivano tra loro» si legge nelle ultime righe del decreto in cui si motiva l’iscrizione nel registro degli indagati delle tre educatrici. Non solo: piccoli come sono, tutti tra gli otto mesi e i tre anni di età, «finivano per farsi male anche in ragione della loro naturale e prevedibile incapacità di provvedere a se stessi».

Alessandra Mangiarotti
12 novembre 2010

http://www.corriere.it/cronache/10_novembre_12/mangiarotti_bambole_1a8e2406-ee2b-11df-8dee-00144f02aabc.shtml


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