Donna muore dopo lite col convivente, giallo a Napoli

Posted on 20 settembre 2010 di

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Padre di tre figli, ne aveva abusato e ora lei voleva lasciarlo.

NAPOLI – La morte di una donna di 45 anni, in un basso della periferia est di Napoli, è l’epilogo drammatico di una dinamica non ancora chiara, maturato in un contesto familiare degradato. Solo l’autopsia potrà aiutare gli inquirenti a decifrare l’accaduto. Emma Murante sarebbe morta, trapela dalle indagini, per delle ferite ai polsi provocate probabilmente da una lametta, dopo una furiosa lite con il convivente.

A quanto pare aveva intenzione di lasciarlo – e glielo avrebbe ripetuto provocando uno scontro furioso – per riottenere l’affidamento dei tre figli, allontanati dalla loro casa quando venne fuori che Canzanella ne abusava. Nel 2006 l’uomo fu infatti arrestato per maltrattamenti familiari e violenza sessuale su minori. In quella circostanza anche la Murante fu coinvolta nella vicenda e indagata, col risultato che i tre ragazzini, figli di entrambi, furono affidati ad una casa famiglia. Era rimasto con loro solo Salvatore, 24 anni, figlio della Murante avuto da una precedente relazione.

Il ragazzo era tornato tardi dalla discoteca, in mattinata. Sarebbe stato in casa durante il litigio, ma ha detto agli inquirenti di non aver sentito né visto nulla. Gli agenti della squadra mobile di Napoli, guidati da Vittorio Pisani, stanno cercando di capire cosa sia effettivamente accaduto nel basso di via Maestrale, al civico 45, un vicoletto nella zona di Poggioreale. A sua volta ferito, ma non in pericolo di vita, Canzanella è stato ascoltato a lungo dal pm della Procura di Napoli Henry John Woodcock, nell’ospedale San Giovanni Bosco. Nei suoi confronti, al momento, non c’é alcun provvedimento giudiziario. Sarebbe stato proprio lui, da quanto emerge, ad avvisare alcuni familiari di quello che era successo: qualcuno sarebbe arrivato, avrebbe bussato alla finestra del figlio che avrebbe finalmente aperto la porta.

La coppia viveva assieme da oltre venti anni. Canzanella, che fra l’altro ha precedenti per furto e per rapina, aveva conosciuto Emma quando era già una ragazza madre. Aveva voluto adottare Salvatore e messo su famiglia. Fino a perdere i suoi figli con l’accusa di averne abusato. Una vita di precarietà alle spalle, oggi lavora per una ditta di raccolta differenziata.

Fonte :http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/09/19/visualizza_new.html_1762082511.html

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