L’ombra dello Jugendamt sull’Europa

Posted on 20 ottobre 2009 di

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Caro Leonardo,

noi due siamo stati capaci di confrontarci e capirci, anche se tu sei un papà a cui la mamma ha portato via la figlia,

io sono una mamma a cui il papà ha portato via i figli;

Tua figlia è scomparsa in Lituania ed hai il supporto, almeno con le sentenze, del tuo paese, l’Italia;

I miei figli sono scomparsi in Germania con l’aiuto del mio paese che allora non riusciva a credere a ciò che fin dal principio io ho affermato: la Germania si impadronisce legalmente – a modo suo, cioè deutsch-legal – dei bambini stranieri e binazionali, infrangendo tutte le convenzioni ed i regolamenti in modo, solo apparentemente, corretto.

Il CEED (Conseil Européen des Enfants du Divorce), l’organizzazione che da numerosi anni si occupa dell’operato dello JUGENDAMT tedesco, rivelando all’Europa le metodologie e le finalità di questa istituzione politica, vero giudice di fondo di ogni procedimento familiare, mi ha fatto pervenire questa riflessione che vorrei dividere con te e con tutti gli altri genitori che come noi sono stati traditi per aver creduto all’Europa.

Marinella Colombo

Nel gennaio del 2009, quasi un anno fa, il sig. Karrer del CEED scriveva al Ministro di Grazia e Giustizia, On. Alfano, questa lettera della quale ogni singola affermazione si è rivelata tragicamente esatta:

http://www.jugendamt-wesel.com/COMMUNIQUE_PRESSE_Colombo/CEED_Lettera_aperta_Ministro_della_Giustizia_Alfano_01-2009.htm

Specificava tra l’altro: è certo che se i bambini Colombo ritorneranno nella giurisdizione tedesca, lo Jugendamt ed i giuristi tedeschi utilizzeranno il « loro » Diritto e la « loro » Giustizia, per allontanare la Sig.ra Colombo dai suoi figli e per impedire loro, prima o poi, ogni contatto con la cultura italiana.

Cosa è successo 10 mesi dopo? lo Jugendamt ed i giuristi tedeschi stanno utilizzando il « loro » Diritto e la « loro » Giustizia, per tenere la Sig.ra Colombo lontana dai suoi figli e per impedire loro ogni contatto con tutta la famiglia e con la cultura italiana.

All’inserimento preventivo nelle liste dei ricercati dall’Interpol, effettuato più di un anno fa e ad oggi ancora in vigore, si è aggiunto un altro provvedimento emesso, come da buona regola tedesca, inaudita altera parte, secondo il quale la D.ssa Colombo verrebbe arrestata se si avvicinasse a meno di 200 mt ai propri figli.

Impedendo alla D.ssa Colombo di lasciare l’Italia, non solo i giuristi tedeschi stanno procedendo indisturbati, davanti all’inazione dell’Italia, alla germanizzazione di due bambini italiani e stanno continuando a provocare in loro traumi irreparabili, ma procedono ora indisturbati con l’emissione ogni altro tipo di provvedimento in modo “legalmente” unilaterale, senza contraddittorio e senza che la sig.ra Colombo possa fare una sola dichiarazione a quel giudice che continua a decidere della sua vita e di quella dei suoi figli senza neppure sapere che faccia lei abbia.

I bambini sono stati mandati a vivere con il genitore che non aveva nessun titolo per chiederne il rimpatrio, sono stati strappati e sradicati dalla loro residenza abituale che era, oltre all’anno di residenza anagrafica in Italia ed alla frequentazione della scuola italiana, il solo tipo di vita che conoscevano, quella insieme alla loro mamma.

Cosa deve fare la D.ssa Colombo per tutelare due bambini che saranno presto traumatizzati in modo irrecuperabile, due bambini che non hanno, data la loro giovane età, alcuna possibilità di attendere i lunghi tempi della macchina giudiziaria?

Cosa dobbiamo fare tutti noi, testardi nel voler credere all’Europa, per obbligare i Tedeschi a rispettare la Giustizia degli Europei?

La lettera di gennaio è rimasta senza risposta, ora non abbiamo più tempo nemmeno per le risposte, solo i fatti adesso potranno ristabilire equità, dignità e giustizia.

CEED Italia

Milano, 20 ottobre 2009

Posted in: diritti, famiglia, minori