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		<title>Padri separati sul lastrico: «Soldi alle mogli e noi costretti a dormire in auto»</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2012 12:14:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dormono in auto sotto ai cavalcavia e in vie piccole e buie. Sono i nuovi poveri. I padri separati costretti a dare una ingente fetta dello stipendio alla ex moglie. L’assegno degli alimenti per mantenere i figli e la donna che un tempo hanno amato. Ridotti sul lastrico, per tirare avanti si sono adattati controvoglia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1443&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://childrenfree.wordpress.com/2012/12/28/padri-separati-sul-lastrico-soldi-alle-mogli-e-noi-costretti-a-dormire-in-auto/uomodisperato/" rel="attachment wp-att-1444"><img class="alignright size-medium wp-image-1444" alt="uomodisperato" src="http://childrenfree.files.wordpress.com/2012/12/uomodisperato.jpg?w=300&#038;h=255" width="300" height="255" /></a>Dormono in auto sotto ai cavalcavia e in vie piccole e buie. Sono i nuovi poveri. I padri separati costretti a dare una ingente fetta dello stipendio alla ex moglie. L’assegno degli alimenti per mantenere i figli e la donna che un tempo hanno amato. Ridotti sul lastrico, per tirare avanti si sono adattati controvoglia a dormire in macchina. A Padova i casi sono decine e decine. Quando cala la notte si ritrovano <strong>sotto un ponte in zona industriale </strong>e in una strada del quartiere Guizza, a sud della città.</p>
<p>Alcuni di loro, a Santo Stefano, hanno partecipato al pranzo offerto dalla parrocchia di San Pio X nel rione Stanga (conosciuto per il muro di via Anelli) e dalla Caritas. Provati e imbarazzati per la loro situazione hanno mangiato in fretta, senza parlare. Un papà divorziato, cinquantenne, impiegato, vestito con un elegante cappotto blu, occhiali da vista e capelli corti e brizzolati, ha però raccontato la sua storia. «Dormo in auto perché passo quasi tutto lo stipendio alla mia ex moglie. Insieme ad altri uomini separati andiamo a dormire sotto un ponte in zona industriale. In questo modo stiamo uniti e ci proteggiamo. Nel caso qualche malintenzionato si avvicinasse al gruppo di macchine, siamo tutti pronti a intervenire».</p>
<p><strong>Ma la vita di chi ha trasformato la propria auto in casa è dura. </strong>Assomiglia all’inferno in cui sono costretti i senza tetto, sempre a caccia di un riparo e di cibo. «In macchina ho tutti i miei vestiti &#8211; ha spiegato &#8211; è un mini appartamento su quattro ruote. Per lavarmi vado nei bagni dei bar e a volte in quelli degli alberghi. Qualche dipendente mi fa entrare per darmi una mano. Spesso raggiungo in anticipo il luogo di lavoro, così sfrutto la toilette dell’ufficio per radermi. In questo modo sono sempre pulito e in ordine.</p>
<p><strong>E poi c’è il problema del mangiare. </strong>A mezzogiorno utilizzo i buoni dell’azienda, mentre alla sera raggiungo tutti i posti gestiti dalla <strong>Caritas</strong>, comprese le cucine popolari». E già, perché l’impiegato e padre divorziato, può usufruire dei buoni della Caritas destinati solo ai veri poveri come lui. «Sì sono povero &#8211; ha concluso &#8211; ed è incredibile perché ho un lavoro. Spero ancora in un futuro migliore, ma per il momento continuo a dormire in auto tra la paura e il grande freddo».</p>
<p>Un altro caso si è registrato nella comunità di <strong>Albignasego</strong>, un paese dell’hinterland con i suoi 23mila abitanti. Lui, un cinquantenne specializzato nel montaggio di ponteggi in pochi mesi si è trovato a dormire in auto. «A febbraio di quest&#8217;anno con mia moglie e mio figlio di dodici anni avevamo organizzato una vacanza, ospiti da amici in Sardegna, e a maggio stavo già dormendo in macchina». L’operaio si è ammalato di <strong>leucemia </strong>benigna e l’azienda non gli ha rinnovato il contratto. Poi sono iniziati i problemi con la moglie e ora la sua casa è l’auto. «Sono andato ai servizi sociali di Albignasego per chiedere aiuto e mi hanno indirizzato alla Casa a colori a Padova dove avrei speso 35 euro al giorno per mangiare e dormire, in pratica 1.050 euro al mese. La notte stessa ho piazzato la macchina davanti al Comune e ho dormito lì», ha concluso l’operaio e padre divorziato.</p>
<p>L’<strong>associazione</strong> <strong>&#8220;Padri Separati&#8221;</strong> di Padova, attraverso la responsabile Luisa Palamidessi, ha confermato l’esistenza del problema. «A Padova sono decine i papà separati che hanno perso la casa e non hanno un tetto sotto cui dormire e moltissimi di loro passano la notte in auto. Mesi fa abbiamo aiutato due padri che pernottavano in macchina trovandogli un tetto. Anche se negli ultimi tempi è aumentata la sensibilità attorno al problema si sta facendo ancora troppo poco».</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/il_caso_padri_separati_sul_lastrico_soldi_alle_mogli_e_noi_costretti_a_dormire_in_auto/notizie/240809.shtml">http://www.ilgazzettino.it/nordest/padova/il_caso_padri_separati_sul_lastrico_soldi_alle_mogli_e_noi_costretti_a_dormire_in_auto/notizie/240809.shtml</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/childrenfree.wordpress.com/1443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/childrenfree.wordpress.com/1443/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1443&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Binasco, fuggì con il figlio: condannato a 18 mesi</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Dec 2012 14:53:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[  In fuga con il figlio, tolto alla madre più di un anno fa. Con l’accusa di sottrazione di minore il giudice ha condannato Edmondo T., un 48enne di Binasco, a un anno e mezzo di reclusione e alla sospensione della potestà genitoriale per tre anni. Una pena, però, che il 48enne potrebbe anche non scontare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1431&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"> <a href="http://childrenfree.wordpress.com/2012/12/22/binasco-fuggi-con-il-figlio-condannato-a-18-mesi/carabinieri/" rel="attachment wp-att-1432"><img class="alignright size-medium wp-image-1432" alt="carabinieri" src="http://childrenfree.files.wordpress.com/2012/12/carabinieri.jpg?w=166&#038;h=300" width="166" height="300" /></a> In fuga con il figlio, tolto alla madre più di un anno fa. Con l’accusa di sottrazione di minore il giudice ha condannato Edmondo T., un 48enne di Binasco, a un anno e mezzo di reclusione e alla sospensione della potestà genitoriale per tre anni. Una pena, però, che il 48enne potrebbe anche non scontare mai. L’uomo, originario dell’Albania, è infatti irreperibile dal 15 maggio 2011: da quando, cioè, la moglie di ritorno dall’Albania, dove si era recata per risolvere alcune faccende di famiglia, non trovò più a casa né il marito e nemmeno il figlio di nove anni. Il processo quindi chiude solo il fronte penale che era scaturito dalla denuncia della donna, ma non la vicenda umana, con il suo carico di sofferenza e di tormenti. In base a quanto emerso dal processo e ricostruito nella denuncia, la donna si era allontanata in primavera per sbrigare alcune faccende in Albania. Aveva lasciato il figlio a Binasco, dove frequentava le elementari, per evitare che perdesse giorni di scuola.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando era rientrata, però, in casa non lo aveva più trovato. E non c’era nemmeno il padre. Era così andata a scuola, dove le era stato comunicato che il bambino non si vedeva da due giorni. A quel punto la donna era andata subito dai caserma, nella caserma di Binasco, e aveva fatto denuncia. Ai militari aveva spiegato la vicenda nei minimi dettagli, raccontando anche dei dissapori che negli ultimi tempi avevano macchiato il rapporto con il marito.</p>
<p style="text-align:justify;">Dalle verifiche condotte dall’Interpol, la polizia internazionale, era emerso che il marito si era allontanato dall’abitazione di Binasco per raggiungere l’Albania. Una ricostruzione che non ha lasciato dubbi ai giudici: il comportamento dell’uomo, che non ha chiesto il consenso della moglie per portare via il figlio dall’Italia, rientra nel reato di sottrazione di minore, che è punito fino a quattro anni di carcere se il figlio (come appunto in questo caso) ha meno di 14 anni. Per il genitore scatta anche la sospensione della potestà genitoriale: in questo caso per il doppio della pena che i giudici hanno deciso di infliggergli.</p>
<p style="text-align:justify;">@mariafiore3</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2012/12/11/news/binasco-fuggi-con-il-figlio-condannato-a-18-mesi-1.6182282">http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2012/12/11/news/binasco-fuggi-con-il-figlio-condannato-a-18-mesi-1.6182282</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/childrenfree.wordpress.com/1431/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/childrenfree.wordpress.com/1431/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1431&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Maltrattamenti ai bambini dell&#8217;asilo condannate le due maestre a 5 e 6 anni</title>
		<link>http://childrenfree.wordpress.com/2012/12/21/maltrattamenti-ai-bambini-dellasilo-condannate-le-due-maestre-a-5-e-6-anni/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2012 19:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>arretium</dc:creator>
				<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[violenza minorile]]></category>
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		<description><![CDATA[Sei anni e quattro mesi e 5 anni: sono le pene inflitte dal gup di Genova rispettivamente ad Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, le due maestre processate con l&#8217;accusadi maltrattamenti ai bimbi dell&#8217;asilo Cip e Ciop di Pistoia. Il pm aveva chiesto 8 anni per Scuderi e 6 per Pesce. Le due maestre furono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1425&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://childrenfree.wordpress.com/2012/12/21/maltrattamenti-ai-bambini-dellasilo-condannate-le-due-maestre-a-5-e-6-anni/asilo-2/" rel="attachment wp-att-1427"><img class="alignright size-medium wp-image-1427" alt="asilo" src="http://childrenfree.files.wordpress.com/2012/12/asilo.jpg?w=300&#038;h=161" width="300" height="161" /></a>Sei anni e quattro mesi e 5 anni: sono le pene inflitte dal gup di Genova rispettivamente ad Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, le due maestre processate con l&#8217;accusadi maltrattamenti ai bimbi dell&#8217;asilo Cip e Ciop di Pistoia. Il pm aveva chiesto 8 anni per Scuderi e 6 per Pesce. Le due maestre furono arrestate nel dicembre del 2009. L&#8217;inchiesta fu trasferita a Genova perchè uno dei dei bambini dell&#8217;asilo è figlio di un magistrato toscano e quindi non poteva occuparsene la procura di Pistoia.</p>
<p><strong>La sentenza</strong>. «In concorso tra loro e in esecuzione di un medesimo disegno criminoso maltrattavano quotidianamente con reiterate manifestazioni di aggressività fisica e psicologica». È quanto si legge nella sentenza con cui il gup del Tribunale di Genova Roberto Fucinia ha condannato a sei anni e quattro mesi Anna Laura Scuderi e a cinque anni Elena Pesce, le due maestre accusate di maltrattamento dei bambini dell&#8217;asilo nido &#8216;Cip Ciop &#8216; di Pistoia. Nella sentenza alle due maestre vengono attribuite «ripetute condotte persecutorie» e «percosse, strattonamenti e afferramenti dei capelli» tali da causare «una condizione di stabile sofferenza e timore» nei bambini. ll pm Silvio Franz aveva chiesto otto anni di reclusione per Anna Laura Scuderi e sei anni per Elena Pesce.</p>
<p><strong>«Questa sentenza mi ha dato un profondo senso di giustizia </strong>per noi e soprattutto per i nostri bambini». A parlare, dopo la sentenza di condanna per le due maestre violente dell&#8217;asilo Cip e Ciop di Pistoia, è una delle mamme dei bambini che frequentavano la struttura. «La cosa che mi dà soddisfazione &#8211; prosegue la mamma con la voce commossa &#8211; è che è stata una sentenza che non può essere messa in discussione». Sono diversi i genitori che hanno assistito alla lettura della sentenza per Anna laura Scuderi ed Elena Pesce. «Nessuno potrà mai ripagare i nostri figli del danno subito. Questa vittoria deve essere un punto di partenza. In questo processo sono state fondamentali le perizie che hanno permesso di quantificare il danno subito dai bambini», dice Ilaria, madre di una bimba che aveva subito maltrattamenti. Ed un&#8217;altra dice: «Per quelle due volevo un Natale in galera».</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/childrenfree.wordpress.com/1425/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/childrenfree.wordpress.com/1425/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1425&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Avrei voluto essere padre – Storie di amori e separazioni padri-figli</title>
		<link>http://childrenfree.wordpress.com/2011/10/26/avrei-voluto-essere-padre-%e2%80%93-storie-di-amori-e-separazioni-padri-figli/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 18:48:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bigenitorialità]]></category>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Avrei Voluto Essere Padre]]></category>
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		<category><![CDATA[Laura Marinaro]]></category>

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		<description><![CDATA[… Se perdi certi momenti importanti della vita con tuo figlio, sei un genitore di serie B. Non potere tutte le sere rimboccargli le coperte, stargli accanto, parlargli, tifare magari per la stessa squadra. … … La legge sull’affido condiviso è di alto profilo, ma applicata in maniera ipocrita. E alla fine discrimina i papà. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1415&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://childrenfree.wordpress.com/2011/10/26/avrei-voluto-essere-padre-%e2%80%93-storie-di-amori-e-separazioni-padri-figli/299404_239628309419961_239625096086949_644445_1644958768_n/" rel="attachment wp-att-1416"><img class="alignright size-medium wp-image-1416" title="299404_239628309419961_239625096086949_644445_1644958768_n" src="http://childrenfree.files.wordpress.com/2011/10/299404_239628309419961_239625096086949_644445_1644958768_n.jpg?w=214&#038;h=300" alt="" width="214" height="300" /></a>… Se perdi certi momenti importanti della vita con tuo figlio, sei un genitore di serie B. Non potere tutte le sere rimboccargli le coperte, stargli accanto, parlargli, tifare magari per la stessa squadra. … … La legge sull’affido condiviso è di alto profilo, ma applicata in maniera ipocrita. E alla fine discrimina i papà. … I padri possono – e forse devono – cambiare i pannolini ma non possono quasi mai avere l’affido dei figli. … voglio mettere a disposizione la mia popolarità per aiutare chi non ha la possibilità di farsi sentire, ascoltare. Voglio dare una mano a quelli che si trovano in mezzo a una strada a causa di un sistema che in caso di separazione privilegia le donne. … In Italia, nel 95% dei casi il figlio viene collocato con la madre. … Le madri hanno l’affidamento del figlio nove volte su dieci. E con il bambino ottengono anche la casa. Il padre invece dopo avere lavorato una vita si trova all’improvviso senza un figlio, senza una casa. … si deve decidere senza pregiudizi. Cominciare cioè ad affidare i bambini anche ai padri. Invece adesso gli ex mariti servono solo per pagare. Dei papà-bancomat. Tutto questo deve cambiare. Ci metto la faccia e il cuore. Ma la situazione dev’essere modificata. Per i figli. E per la <a title="famiglia" href="http://www.viverenews.it/sociologia">famiglia</a>. Credo nella famiglia. E nel ruolo di padre. Per questo continuerò a battermi. Contro una legge nobile interpretata con ipocrisia”. Tratto dall’introduzione e da un’intervista a Tiberio Timperi</p>
<p>Autore : Laura Marinaro – Editrice Nuovi Autori – Euro 14</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/childrenfree.wordpress.com/1415/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/childrenfree.wordpress.com/1415/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1415&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I papà separati che pagano gli alimenti: “Ma la crisi rende tutto ancor più difficile”</title>
		<link>http://childrenfree.wordpress.com/2011/09/24/i-papa-separati-che-pagano-gli-alimenti-%e2%80%9cma-la-crisi-rende-tutto-ancor-piu-difficile%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 06:14:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 2006 è entrato in vigore l’affidamento condiviso. Da allora sono cambiati i problemi dei genitori separati. Ma alcuni padri per mantenere i figli devono rivolgersi alla Caritas. “Sui genitori separati esiste un luogo comune” – spiega Alessandro Ciardiello a GQ.com. “Quando un padre o una madre non paga gli alimenti del figlio la stampa [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1408&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://childrenfree.wordpress.com/2011/09/24/i-papa-separati-che-pagano-gli-alimenti-%e2%80%9cma-la-crisi-rende-tutto-ancor-piu-difficile%e2%80%9d/papa/" rel="attachment wp-att-1409"><img class="alignright size-medium wp-image-1409" title="papa" src="http://childrenfree.files.wordpress.com/2011/09/papa.jpg?w=300&#038;h=198" alt="" width="300" height="198" /></a>Nel 2006 è entrato in vigore l’affidamento condiviso. Da allora sono cambiati i problemi dei genitori separati. Ma alcuni padri per mantenere i figli devono rivolgersi alla Caritas.</p>
<div>
<p><strong>“<em>Sui genitori separati esiste un luogo comune”</em> – spiega Alessandro Ciardiello a GQ.com.</strong> “<em>Quando un padre o una madre non paga gli alimenti del figlio la stampa demonizza tutta la categoria e innesca una guerra di genere</em>“. <strong>Ciardarello è il <a href="http://www.papaseparati.it/%29">presidente di Papà separati</a> , l’associazione che da oltre dieci anni aiuta i coniugi, con figli, prossimi al divorzio.</strong> “<em>Però è fondamentale che il genitore provveda al mantenimento dei minori. I padri che non hanno pagato gli alimenti sono stati allontanati da Papà separati</em>“.</p>
<p><strong>Ogni mese venti persone, lontane dalla Onlus, si rivolgono al servizio telefonico di assistenza psicologica messo a disposizione da Papà separati.</strong> “<em>Il sito internet, in due anni, ha avuto più di un milione di <a title="contatti" href="http://www.viverenews.it/?page_id=54">contatti</a>. Il maggior numero di queste visite proviene dal triangolo compreso tra Verbania, Milano e Varese. Segue il Lazio”</em> spiega Ciardarello.</p>
<p><strong>Da quando, nel 2006, è entrata in vigore la nuova legge sull’affidamento condiviso sono cambiati i problemi dei genitori separati, come sottolinea il presidente:</strong> “<em>All’inizio pensavamo di avere delle difficoltà con i padri che per la prima volta si trovavano davanti ad un provvedimento applicato solo in casi eccezionali. In realtà il vero problema è nato dall’impreparazione del sistema giuridico. Nei sei mesi successivi all’introduzione della norma è capitato che nella stessa aula due giudici decidessero in modo diverso. C’era chi applicava la nuova legge e chi la vecchia”.</em></p>
<p>Ed è lo stesso presidente a tracciare un bilancio della realtà odierna<em>: “<strong>Oggi che c’è la cultura della bigenitorialità, bisogna potenziare il welfare.</strong> Tra i nostri iscritti ci sono molte persone che devono lasciare i centri urbani per fronteggiare le spese della separazione. <strong>I più fortunati si trasferiscono in provincia o ritornano nelle famiglie d’origine. Gli altri si rivolgono alla Caritas</strong></em><strong>“.</strong></p>
<p><strong>Fonte :<br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.gqitalia.it/viral-news/articles/2011/9/i-papa-separati-che-pagano-gli-alimenti">http://www.gqitalia.it/viral-news/articles/2011/9/i-papa-separati-che-pagano-gli-alimenti<br />
</a></p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/childrenfree.wordpress.com/1408/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/childrenfree.wordpress.com/1408/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1408&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Carlotta e Annibale, la felicità di padre e figlia nella condivisione dell’arte che mantenendo intatta la passione diventa anche un mestiere</title>
		<link>http://childrenfree.wordpress.com/2011/08/01/carlotta-e-annibale-la-felicita-di-padre-e-figlia-nella-condivisione-dell%e2%80%99arte-che-mantenendo-intatta-la-passione-diventa-anche-un-mestiere/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 19:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>childrenfree</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://childrenfree.wordpress.com/2011/08/01/carlotta-e-annibale-la-felicita-di-padre-e-figlia-nella-condivisione-dell%e2%80%99arte-che-mantenendo-intatta-la-passione-diventa-anche-un-mestiere/annibale-e-carlotta-2/" rel="attachment wp-att-1402"><img class="alignright size-medium wp-image-1402" title="annibale-e-carlotta-2" src="http://childrenfree.files.wordpress.com/2011/08/annibale-e-carlotta-2.jpg?w=245&#038;h=300" alt="" width="245" height="300" /></a>Nella bellissima cornice di <strong>Bagno Vignoni</strong> (antico e splendido borgo termale nel cuore del Parco della <strong>Val d’Orcia</strong> in provincia di <strong>Siena</strong>) all’interno della Sala della Condotta dell’Hotel Posta Marcucci, da domenica 7 agosto sarà possibile visitare la mostra di Annibale e Carlotta Parisi, due artisti di <strong>Montalcino</strong> che dista da lì pochi chilometri. Padre e figlia, per la prima volta insieme, espongono rispettivamente disegni e sculture di carta. Annibale, poliedrico artista dal quale la figlia ha appreso fin da piccola l’amore e la passione per il fare, ha al suo attivo  diverse personali e colletive in Italia e all’estero e quest’anno ha avuto l’onore di disegnare l’etichetta delle 150 magnum volute dall’<strong>Associazione Nazionale Città del Vino</strong> per celebrare il 150° anniversario dell’<strong>Unità d’Italia</strong>. Carlotta, illustratrice e autrice di diverse pubblicazioni ha ottenuto negli anni importanti riconoscimenti nel campo dell’illustrazione; dal 2004 ha aperto a Montalcino il suo piccolo studio-bottega  dove, oltre a disegnare, inventa e realizza oggetti con diversi materiali. Nella mostra di Bagno Vignon Carlotta ha scelto di esporre esclusivamente le sue sculture di carta, ultima evoluzione della sua versatilità artistica. Sculture nelle quali i protagonisti delle sue storie e della “sua storia” prendono vita vestendosi di carta. Già nel 2008 l’<strong>International Herald Tribune</strong> ha recensito le sue prime sculture e lo scorso anno è andato a lei il primo premio di categoria al Concorso Mestieri d’Autore indetto dalla Camera di Commercio di Siena. “Una mostra da ascoltare, da guardare anche con le orecchie o con gli orecchi (come si dice in <strong>Toscana</strong>)”, un dialogo artistico tra padre e figlia, tra due forme d’espressione diverse ma dalla comune forza narrativa. La mostra sarà aperta negli orari della Piscina Val di Sole dell’Hotel Posta Marcucci dal 7 agosto al 14 settembre 2011. Quindi se vi trovate a passare o se siete in ferie in provincia di Siena, vale la pena fare un salto in un gioiello di posto con panorami mozzafiato, ottima cucina e una mostra che esprime oltre all’<a title="arte" href="http://www.viverenews.it/sociologia">arte</a> l’amore fra un padre e una figlia, la condivisione totale di una passione che diventa anche mestiere ma che per sua natura è il sigillo di una unione forte come oggi purtroppo non è facile trovare. La mostra sarà aperta dal lunedì alla domenica dalle 9,30 alle 18,00. Il venrd’, il sabato e la domenica è prevista anche l’apertura notturna dalle 21,00 alle 24,00. Il giovedì chiusura settimanale.</p>
<p>Andrea Falciani</p>
<p><a href="http://www.viverenews.it/?p=2861">http://www.viverenews.it/?p=2861</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/childrenfree.wordpress.com/1401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/childrenfree.wordpress.com/1401/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1401&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La buona Madre</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 06:47:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le responsabilità crescente della donna nel mondo del lavoro oggi , comporta una problematica interruzione del rapporto madre-figlio per molte ore della giornata. Ma la ininterrotta disponibilità quotidiana a soddisfare personalmente ogni bisogno e pretesa del bambino è veramente indispensabile per essere una buona madre? Pare proprio di no , come ha dimostrato lo psicologo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1394&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://childrenfree.wordpress.com/2011/07/14/la-buona-madre/madre/" rel="attachment wp-att-1395"><img class="alignright size-full wp-image-1395" title="madre" src="http://childrenfree.files.wordpress.com/2011/07/madre.jpg?w=594" alt=""   /></a>Le responsabilità crescente della donna nel mondo del lavoro oggi , comporta una problematica interruzione del rapporto<strong> madre-figlio</strong> per molte ore della giornata. Ma la ininterrotta disponibilità quotidiana a soddisfare personalmente ogni bisogno e pretesa del bambino è veramente indispensabile per essere una buona madre? Pare proprio di no , come ha dimostrato lo psicologo e psicoanalista infantile inglese<strong> Donald  W. Winnicot</strong> , secondo il quale la madre disponibile in ogni momento a soddisfare le necessità e le richieste del proprio bambino in realtà finisce per non facilitarne lo sviluppo. Di fatto , il mancato soddisfacimento immediato delle richieste del bambino lo induce a compensare la temporanea deprivazione con una maggiore attività mentale e un accrescimento delle capacità di capire e di apprendere: il bambino lo induce a compensare la temporanea deprivazione con una maggiore attività mentale e un accerscimento delle capacità di capire e di apprendere : il bambino impara a controllare per crescenti periodi di tempo le esigenze del <strong>proprio Io</strong> ; emerge e si afferma il senso della realtà , mentre la madre va via sempre più percepita come una persona separata , sviluppando la capacità di stare da solo e quindi maturae il senso di indipendenza. Questo processo di maturazione può essere favorito da due accorgimenti particolarmente importanti : che le interruzioni nel rapporto madre – bambino vengano somministrate a picole dosi crescenti e adeguatamente compensate quando il rapporto viene ristabilito con il rientro a casa della madre lavoratrice. Naturalmente , il tema-problema del rapporto con i figli , qui esemplificato sulla donna che lavora sulla necessità -possibilità di essere una madre <strong>” buona-abbastanza “</strong> , può e deve essere esteso anche al padre cui è affidata una gran parte dell’educazione dei figli, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo sociale.</p>
<p><a href="http://www.viverenews.it/?p=2716">http://www.viverenews.it/?p=2716</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/childrenfree.wordpress.com/1394/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/childrenfree.wordpress.com/1394/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1394&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La vita è….e se lo dicono i bambini….crediamoci</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 11:56:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ogni tanto mi piace fermarmi e pensare un po’ al significato di questa nostra vita. Noi adulti ci sforziamo di trovare parole per parlare di tutto, per spiegare tutto e per affermare la nostra verità. Ho la fortuna di lavorare con i bambini, il privilegio di poter sapere da loro cosa è la vita e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1386&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://childrenfree.wordpress.com/2011/06/27/la-vita-e%e2%80%a6-e-se-lo-dicono-i-bambini%e2%80%a6-crediamoci/bambini/" rel="attachment wp-att-1387"><img class="alignright size-medium wp-image-1387" title="bambini" src="http://childrenfree.files.wordpress.com/2011/06/bambini.jpg?w=300&#038;h=204" alt="" width="300" height="204" /></a>Ogni tanto mi piace fermarmi e pensare un po’ al significato di questa nostra <strong>vita</strong>. Noi <strong>adulti </strong>ci sforziamo di trovare <strong>parole</strong> per parlare di tutto, per spiegare tutto e per affermare la nostra <strong>verità</strong>. Ho la fortuna di lavorare con i <strong>bambini</strong>, il privilegio di poter sapere da loro cosa è la vita e la grande fortuna di trovare nelle loro parole semplici, spesso ripetute i segni inconfondibili che tracciano l’unica strada percorribile, quella della <strong>semplicità</strong> e del <strong>sorriso</strong>. Quando un bambino non ride è solo perché noi gli abbiamo fatto sbagliare strada. Eppure è così dritta e pulita che è impossibile non vederla. Solo i potenti non la vedono perché è l’unica che non prevede pedaggi e quindi non produce <strong>businnes</strong>. Ho chiesto loro di scrivere velocemente e in poche righe cosa è la vita. Chi si aspetta un racconto emozionante può interrompere qui la lettura. Chi vorrà invece approfondire questi semplici pensieri elaborandoli nella propria coscienza vada avanti e mi dica se la vita che intendono loro (a soli otto anni) è semplice, ricca e felice oppure no.</p>
<p>La vita secondo me è una cosa bellissima perché puoi divertirti, scatenarti, riposarti. Evitiamo le guerre e tutto quello che è brutto. Vorrei vedere tutto il mondo perché nella vita c’è posto per tutti.</p>
<p>La vita è bella perché la natura cura tutto meglio del dottore.</p>
<p>La vita per me è bella perché mi diverto tanto ma è anche come una scatola che si apre e si chiude. Quando è aperta c’è luce e vuol dire che è un giorno felice; invece quando si chiude è buio e vuol dire che il giorno è triste e arrabbiato. Vorrei tanto scoprire il futuro del mondo e se è brutto lo vorrei cambiare.</p>
<p>La vita è bella perché si può diventare amici con tutti e ci possiamo divertire molto. Mi piace tantissimo ed è stupenda e non la vorrei mai cambiare.</p>
<p>Per me la vita è bella perché si gioca e si va nei parchi. E’ bella perché con il mio amico Riky faccio tante cose belle.</p>
<p>La vita è bella perché ho due bravi genitori.</p>
<p>Per me la vita è una cosa bella perché ho un’amica con cui gioco sempre e io le voglio bene.</p>
<p>La vita è bella perché si imparano tante cose interessanti, perché posso avere tanti amici e tante persone che mi vogliono bene.</p>
<p>Per me la vita è bella perché posso scrivere, giocare e parlare con tutti. E’ bella perché conosco tanti bambini e posso fare tantissime cose.</p>
<p>La vita è bella perché incontri gente nuova e ci puoi scherzare.</p>
<p>La vita è una cosa bellissima perché ho incontrato una bambina di cui mi fido e ci posso giocare e scherzare. Voglio però tanto bene ai miei bravi genitori e al mio fratellino.</p>
<p>La vita per me è bella. E’ come andare in vacanza, devi scegliere dove e ti puoi divertire tanto.</p>
<p>La vita è bellissima; io ho una amica carissima e con lei mi diverto e ci scateniamo giocando. Per me tutto questo è bellissimo.</p>
<p>La vita è bella perché ho un amico con cui giocare a calcio e a tante altre cose. Con lui ci scambiamo le figurine e mi diverto tanto.</p>
<p>La mia vita è come andare al mare e dai miei zii. Al mare sono felice e libera; dai miei zii sto bene perché scherzano sempre con me.</p>
<p>La vita è come un buon gelato. Quando ti comporti male non lo puoi mangiare, quando sei bravo invece puoi sentire tutta la sua bontà.</p>
<p>La vita è come una scatola di cioccolatini, ne prendi uno ma non sai cosa ti è capitato. Una volta, se non sei buono, dicono che te ne andrai in collegio; se sei buono invece ti premiano. La vita è anche amicizia e affetto.</p>
<p>A me la vita piace tanto perché mi diverto, incontro nuovi amici con cui posso giocare a calciiiiio e divertirsi tanto.</p>
<p>La vita per me è tanta felicità, amicizia, compagnia e tanto amore. La vita è bellissima perché ti fanno tanti regali e ci son o tantissimi amici che ti stanno sempre accanto e ti aiutano se ne hai bisogno.</p>
<p>La vita è una cosa bellissima perché ci sono tante persone che giocano e scherzano, specialmente nella mia <a title="famiglia" href="http://www.viverenews.it/sociologia">famiglia</a>.</p>
<p>Per me la vita è molto bella perché puoi fare tante cose vederne molto belle e scoprirne altre, giocare con gli amici e divertirsi con tutti.</p>
<p><a href="http://www.viverenews.it/?p=2332">http://www.viverenews.it/?p=2332</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/childrenfree.wordpress.com/1386/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/childrenfree.wordpress.com/1386/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1386&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il buon Padre</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 05:21:55 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://childrenfree.wordpress.com/2011/06/01/il-buon-padre/padre/" rel="attachment wp-att-1378"><img class="alignright size-full wp-image-1378" title="padre" src="http://childrenfree.files.wordpress.com/2011/06/padre1.jpg?w=594" alt=""   /></a>Il fatto che ai nostri giorni non vi si una netta distinzione tra il ruolo della <strong>madre </strong>e quello del <strong>padre </strong>di un passato ormai abbastanza remoto apre la possibilità anzi il rischio , che quest’ultimo si trasformi in una seconda mamma , assumendone gli aspetti meno utili , o addirittura dannosi , per la crescita del bambino e magari esasperandoli ” come l’attaccamento eccessivo , l’apprensione , l’iperprotettività , l’ansia . Questo va evitato dal <strong>padre- capace</strong> . Egli, tuttavia , non deve venir meno al dovere di condividere con la madre le prestazioni di accudimento di cui ogni bambino ha bisogno sin dai primi mesi di vita : fargli il bagnetto, dargli il biberon,cullarlo, sussurrrgli amorevoli parole , cantargli ninna nanne ; soprattutto , prestando attenzione alle esigenze del figlio che si esprimono principalmente con le variazione dei ritmi del sonno con il sorriso oppure con il pianto. La principale componente che fa di un padre un padre-capace è tuttavia quella di<strong> essere di esempio</strong>. Quando <strong>cominciano , fra i 4 e i 5 anni</strong> , ad affermarsi nel bambino i principi del<strong> bene e del male</strong> , <strong>del giusto e dell’ingiusto</strong> , <strong>del buono e del cattivo </strong>comportamento è decisivo che egli non riscontri differenze fra quello che gli viene detto , in termini di educazione o di valori morali , e quello che egli verifica quotidianamente nel comportamento dei propri genitori. Specialmente del padre nel quale , per la sua funzione simbolica di<strong> ” rappresentante della legge “</strong> , il bambino riconosce l’indiscutibile punto di riferimento per il proprio giudizio e per il proprio agire , cui sono affidati gran parte della costruzione del proprio senso di sicurezza e della propria<strong> stima di sè</strong>.</p>
<p><a href="http://www.viverenews.it/?p=2396">http://www.viverenews.it/?p=2396</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/childrenfree.wordpress.com/1376/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/childrenfree.wordpress.com/1376/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1376&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La costruzione dell’autostima nel bambino</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2011 09:13:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il diritto di ogni bambino , di ogni essere umano , è dunque quello di poter realmente vivere i propri sentimenti e i propri pensieri , condizione importante per sviluppare una componenete essenziale della propria personalità : l’autostima . L’azione educativa verso un bambino prende dunque l’avvio dal rispetto della sua persona : egli non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1368&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://childrenfree.wordpress.com/2011/05/26/la-costruzione-dell%e2%80%99autostima-nel-bambino/autostima/" rel="attachment wp-att-1369"><img class="alignright size-medium wp-image-1369" title="autostima" src="http://childrenfree.files.wordpress.com/2011/05/autostima.jpg?w=300&#038;h=157" alt="" width="300" height="157" /></a>Il diritto di ogni bambino , di ogni essere umano , è dunque quello di poter realmente <strong>vivere i propri sentimenti e i propri pensieri</strong> , condizione importante per sviluppare una componenete essenziale della propria personalità :<strong> l’autostima</strong> . L’azione educativa verso un bambino prende dunque l’avvio dal rispetto della sua persona : egli non deve essere considerato un <strong>giocattolo </strong>, manipolabile e indottrinabile come l’adulto spesso vuole senza risponderne a nessuno. Questo principio non è esclusiva conquista della cultura occidentale , nè di tempi recenti . In alcune culture dell’<strong>Africa nera</strong> si attribuiscono al bambino origini sovrannaturali : egli viene dal mondo degli antenati e attraverso la sua persona uno spirito o un antenato ritorna nel mondo dei vivi. Affinchè il bambino possa umanizzarsi e lasciare definitivamente il mondo da cui proviene – un universo estremamente armonioso e meraviglioso – bisognerà che gli esserei umani lo <strong>seducano </strong>, gli dimostrino che la vita sulla <strong>Terra è qualcosa che vale la pena vivere</strong>, altrimenti il bambino deciderà di ritornare nel mondo dell’<strong>aldilà </strong>e questo vorrà dire che gli umani che lo hanno accolto nel mondo non si saranno comportati verso di lui come avrebbero dovuto , non avranno mostrato nei suoi confronti il rispetto dovuto ad un antenato tornato sulla Terra. E per comportarsi bene , da parte dei genitori , cruciali sono i<strong> primi due anni di vita</strong> . Infatti , in due anni, il bambino impara a camminare e soprattutto a parlare : sino a che non si è in possesso del linguaggio in quelle culture non si può essere definiti umani. Quando il bambino  vine costretto a rinunciare ad essere se stesso e , per essere accettato , si adegua ai desideri alle attese, ai progetti, alle ambizioni dei propri genitori, finisce spesso per pagare un prezzo elevato in termini di sviluppo della propria personalità. Infatti, nell’adattarsi alle richieste genitoriali ed ambientali , il bambino finisce per dar luogo a un falso Io ,<strong> ” un Io inautentico perchè costruito</strong> <strong>sulle aspettative di altre persone per cui accanto a un Io autentico</strong> <strong>cresce un falso Io che riflette ciò</strong> <strong>che gli altri vogliono e si aspettano. Questo falso</strong> <strong>Io , docile e conciliante , obbliga l’individuo</strong> <strong>a vivere come una risposta ad altri “</strong>. E’ un errore educativo non trascurabile , quello di collocare il bambino in un mondo di esperienze in cui egli è proteso , da parte dei genitori , vincente in tutto ciò che intraprende ; egli invece ha bisogno di sbagliare , di affrontare il fatto di non essere sempre il migliore , di fare il proprio concetto che la perfezione e il successo sono traguerdi legittimi , ma non assolutamente necessari:<strong> vivere se stessi nella norma con dignità </strong>e autenticità di pensieri e di sentimenti , questo è l’obbiettivo che merita di essere raggiunto nella propria esitenza quotidiana.</p>
<p><a href="http://www.viverenews.it/?p=2337"><strong>http://www.viverenews.it/?p=2337</strong></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/childrenfree.wordpress.com/1368/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/childrenfree.wordpress.com/1368/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=childrenfree.wordpress.com&#038;blog=15427841&#038;post=1368&#038;subd=childrenfree&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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