Children Free vuole essere uno spazio per chiunque abbia da dire qualcosa o raccontare la sua storia . Cercheremo nel nostro piccolo a contribuire alla risoluzione dei grandi problemi che investono i nostri figli.
Oggi parleremo di Daniele . Un padre che vuole ricominciare a vivere.
Questo è il racconto di Daniele che come tanti Padri e Madri in questo paese attendonoda troppo che i nostri tribunali emettano decisioni che andranno a influnzare in modo decisivo il futuro di tanti piccoli innocenti.
“R. nasce il primo settembre 2004 dopo poco più di un anno e mezzo di convivenza con la madre (durata totale del rapporto 5 anni). Dopo circa 4 mesi dalla sua nascita il rapporto finisce (gennaio 2005).
Seppure la storia sia finita non ci sono particolari problemi nel frequentarla, la vedo e ci sto insieme tutte le volte che posso, rimane anche a dormire spesso a casa con me, che in quel periodo vivo con mia madre e mia nonna.
E’ chiaro che gli attriti tra me e la madre ci sono, ma non gravi al punto di dover ricorrere ai tribunali per regolamentare le frequenze tra me e la bimba o per stabilire assegni di mantenimento.
Tutto questo fino a gennaio 2008, quando io e Serena decidiamo di vivere insieme. Lei si trasferisce da Montevarchi a Livorno, trova subito un lavoro e poco dopo andiamo a vivere insieme.
Da quando Serena arriva a Livorno cominciano i guai: viene bollata come “una delle mie tante donne” (?), una di passaggio, una che si vuole accaparrare la figlia (?), una dalla personalità “entrante” (?) e io dall’oggi al domani divento un padre snaturato, poco affidabile, insensibile nei confronti di mia figlia, incapace di proteggerla (da chi? Da cosa? Non l’ho mai saputo) e quindi ritenuto dalla madre “non idoneo alla frequentazione e/o alla convivenza con la figlia”.
Da quel giorno, infatti, vengo costantemente ostacolato, minacciato, ricattato, osteggiato, intimidito, diffidato, delegittimato e contrastato dal poter vedere mia figlia normalmente, come invece fino a poco tempo prima avveniva.
Dopo un primo periodo in cui non sono riuscito fisicamente a vedere e a sentire la bimba, nemmeno per telefono, comincio a disperarmi. Fino al giorno prima le davo il latte, le pappe, le cambiavo i pannolini, la portavo a passeggio, ci parlavo, ci giocavo, la portavo all’asilo, la andavo a riprendere, facevo tutte le cose che fanno i padri, almeno quelli innamorati dei propri figli come sono io, e il giorno dopo non la vedevo e non la sentivo più. Uno strazio insopportabile.
Allora mi sono rivolto all’ufficio minori della questura di Livorno, dove con mio grande orrore, mi hanno detto che in assenza di un decreto del Tribunale dei minori di Firenze, la madre poteva esercitare il proprio arbitrio sulla minore, decidendo lei cosa era meglio per la salute psico-fisica della figlia. Erano quindi da escludere le querele, potevo soltanto fare esposti, e di quelli ne ho fatti a bizzeffe, ma con scarsi risultati.
Dopo alcuni colloqui avuti con l’ufficio minori, sono riuscito a rivedere finalmente la mia bambina, che fortunatamente sembrava non essersi accorta delle settimane passate senza vedermi, ma solo con la presenza costante della madre, e a patto che nessun altro, oltre a me, ci potesse stare insieme, familiari inclusi.
Non la potevo portare dove volevo o da chi volevo, perché se questo succedeva stavo altre settimane senza avere notizie di mia figlia e non lo avrei sopportato.
Mentre subivo tutto questo, mi sono rivolto al Tribunale dei minori di Firenze, depositando un ricorso nell’aprile 2008 con richiesta di affidamento condiviso e con la conseguente udienza fissata per ottobre!!!
Ero avvilito, affranto, mi sentivo defraudato e derubato della mia vita, costretto vivere secondo le decisioni altrui, le mie giornate e quelle di mia figlia venivano programmate sistematicamente in modo da umiliarmi agli occhi di chi mi poteva vedere: infatti gli incontri erano sempre in luoghi pubblici affollati dove tutti potevano vedere il potere che una madre poteva esercitare su padre e figlia, credendo in questo modo di potermi punire per “avere osato rifarmi una vita con una bambina piccola” (testuali parole).
Non si rendeva conto che non puniva solo me, non si rendeva conto dei danni che si fanno in questo modo non tanto su di me, quanto su un esserino di tre anni e mezzo che fino a poco tempo prima era abituata e felice nello stare con me e che poco dopo mi ha visto sparire e poi tornare sotto una luce diversa, senza la stessa gioia nel cuore, senza la stessa felicità negli occhi, senza la stessa spensieratezza che tante belle giornate ci ha fatto trascorrere insieme, uno innamorato dell’altra. E posso garantire che di tutte queste cose mia figlia ne era consapevole.
Ormai ci frequentavamo più per spirito di sopravvivenza che per altro, perché mi ripetevo continuamente tra me e me che “babbo c’è amore mio, babbo non ti lascerà mai per niente e per nessuno al mondo, tu sei parte di me e tale resterai anche dopo che i miei giorni saranno finiti, sono qui e ci sarò sempre, anche quando non mi vedi io sono con te”.
Durante quell’estate sono stato anche costretto a vederla di nascosto, aspettavo che la madre la portasse al centro estivo e andasse via, poi io sgattaiolavo dentro come un ladro di polli e per pochi minuti la potevo vedere e abbracciare, farle capire che ero ancora lì e che le volevo bene, che non l’avevo lasciata.
Tutto questo assurdo strazio è andato avanti fino al mese di ottobre 2009, cioè fino alla prima udienza, che ha stabilito la necessità di effettuare una mediazione familiare, al fine di attenuare una situazione di estrema conflittualità, che si è in parte risolta grazie allo straordinario lavoro della dottoressa Giorgia Guiggi, e che ha sancito una mia frequentazione più umana con mia figlia, con tempi e modalità tali da garantire un inserimento graduale di mia figlia nella mia nuova famiglia.
I giorni da trascorrere insieme non prevedevano infatti la presenza di Serena, all’epoca ancora compagna e non moglie, fatta eccezione per i due fine settimana che avrebbe dovuto trascorrere con me, pernottamento escluso.
Siamo andati avanti così fino alla seconda udienza, a dicembre 2008, che nei fatti ha stabilito cosa buona e giusta quanto scritto nella relazione della mediazione e riportando il tutto nel decreto ufficiale depositato nel febbraio 2009.
Nel frattempo Serena è diventata mia moglie (11 febbraio 2009) e lei e R. si sono volute bene da subito, un feeling che ancora oggi c’è.
Visto che l’integrazione della bimba con Serena era andata anche meglio del previsto, e considerato che ormai eravamo sposati, ho deciso di chiedere una modifica di quel decreto, chiedendo l’integrazione dei giorni mancanti (lunedì e giovedì) e il pernottamento.
Nemmeno a dirlo, sono ricominciati i guai un’altra volta: stavolta sono stato accusato di aver fatto diventare obesa mia figlia (calunnia smentita dalla pediatra dell’ A.S.L. dopo averla sottoposta a visita: mia figlia fa con me 4 pasti in un mese, impossibile farla ingrassare tanto neanche volendolo), si è opposta al pernottamento dicendo che il padre potrebbe avere rapporti sessuali con la moglie e la bimba se ne potrebbe accorgere, mentre ad oggi dorme tranquillamente in case di altre persone di famiglia che convivono senza risentire di alcunché.
Con la scusa del sovrappeso ha iscritto la bimba a tutti gli sport possibili, peraltro senza che perdesse un solo chilo, infatti 5 giorni a settimana è sempre stata impegnata nelle varie palestre (ovviamente senza chiedermi nessun parere, ma soldi sì) e riducendo il mio ruolo a quello di postino: le mie giornate con la bimba si erano ridotte nel portarla dall’asilo in palestra e da lì a casa.
Le cose sono ulteriormente peggiorate quando, il 28 maggio scorso , si è presentata all’uscita dell’asilo nonostante fosse un giorno che doveva stare con me e me l’ha letteralmente strappata dalle mani portandola via.
Circa un mese dopo vado sotto casa sua per portarla al centro estivo, ma la madre “si dimentica” che ce la dovevo portare io e la fa uscire prima del mio arrivo.
Dulcis in fundo, nonostante gli accordi presi per il suo compleanno fossero diversi, ha deciso di portarla con sé in Sardegna contro il mio parere e mettendomi contro la bimba, che da diversi giorni ormai ce l’ha con me per non averle firmato il consenso a prendere l’aereo. Tale consenso infatti mi è stato richiesto in presenza di Rachele, in modo tale che potesse sentire con le sue orecchie il mio rifiuto, che già avevo dato alla madre in occasione dell’ultima seduta di mediazione familiare: se ti dico di no già da prima, farmelo ripetere in presenza della bimba è pura cattiveria. A questa cattiveria si aggiunge una forma di plagio sempre più evidente e un rifiuto manifesto di collaborazione nelle sedute di mediazione.
L’ udienza per la modifica del decreto c’è stata a gennaio e ad oggi ancora non è stato emesso nulla.
I servizi sociali e l’ufficio minori si dichiarano impotenti nel prevenire tutte queste cose, affermando che si può agire solo dopo l’infrazione del decreto.
La mediazione è inutile e le querele hanno un percorso dai tempi biblici.
E nel frattempo la legge 54/06 e tutte le belle parole sul concetto di “bigenitorialità” vanno a farsi benedire …”
Children Free

Beatrice
31 agosto 2010
Un film già visto che viene proiettato ogni giorno ovunque. Mi chiedo dove sono quei giudici tanto solerti in certi casi… come mai nessuno di questi strapagati giudici ha un’idea tanto semplice quanto risolutiva OVVERO: INVERTIRE GLI AFFIDI A QUESTE MADRI DI M E AVERE LE PALLE – giuridicamente parlando – DI DARE I FIGLI AI PADRI.
No, dimenticavo, meglio mandarli in orfanotrofio OPS case famiglia, volevo dire…
cinzia mugnaini
1 settembre 2010
NN RIESCO A CAPACITARMI,QUANTO MALE STA FACENDO ALLA BIMBA E A TE DANIELE,DI CONSEGUENZA ANCHE A SERENA,DICO IO,MA E’ SOLTANTO CATTIVERIA OPPURE LA MADRE IN QUESTIONE E’ PSICOLABILE? PER NON PARLARE DEI GIUDICI STRAPAGATI , E INSENSIBILI A SITUAZIONI INCONCEPIBILI COME QUESTA.SPERO CON TUTTO IL CUORE CHE LA COSA VENGA RISOLTA E CHE LA VS FAMIGLIA POSSA VIVERE CON SERENITA’.CON AFFETTO CINZIA
ross
1 settembre 2010
film già visto, un film sulla dittatura del divorzio, venduto come diritto/dovere ma in realtà punizione per i minori e reato per i padri, reato che comporta sottrazione di affetti e averi, stile russia o stile cina
Armando
1 settembre 2010
Ciao Daniele,
leggendo la tua storia in parte rivedo e rivivo la mia.
La mia storia però e ben più lunga e più strana….pensa che dopo anni finalmente hanno capito che la madre di mio figlio ha disturbi psicologici “parere dei medici nominati dal giudice”…ma purtroppo mio figlio è con lei ed io non riesco a vederlo.
Ci sarebbero tante cose da dire….cose che ho detto e ridetto a giudici, psicologi, psichiatra infantile, assistenti sociali e ecc…ma la verità e la realtà e solo una: mio figlio a Dicembre compirà 6 anni ed io l’ho visto l’ultima volta circa 2 anni fa per 40 minuti in presenza della madre e del medico nominato dal giudice.
Comunque la cosa più scandalosa è che nessuno è in grado, o vuole prendersi la responsabilità di togliere il figlio ad una madre per darlo al padre. Anche questa è l’Italia…paese di egoisti e senza palle. Purtroppo io mi sono stancato ed ho gettato la spugna!!!!!!!!!…..me ne pentirò…ma forse avrò fatto in modo che mio figlio non subisse tante cose…………chissà…………!!!!
Daniela Bigottà
1 settembre 2010
Non si tratta di cattiveria, neppure di un soggetto che, quasi improvvisamente, va alla deriva. Pressocché ogni donna separata, entra in competizione con la rivale. So che questo sembra assurdo, se visto dall’esterno, ma non lo è se ci si pone nei panni dell’ex moglie, la quale comincia ad interrogarsi “Cos’ha questa che va, rispetto a me?”. Non c’entra se l’amore è finito, si passa al confronto, ci si tormenta e, al tempo stesso, si cerca di dare una giustificazione razionale al mutamento del proprio atteggiamento verso l’ex. E’ infatti razionale che una madre tema che la figlia o il figlio possa arguire qualcosa di carattere sessuale e comunque morboso che avviene tra i coniugi ma, anche restando nell’ambito della famiglia preesistente, il problema non cambia poichè il bambino piccolo, che percepisce l’atto sessuale dei genitori, non lo interpreta come tale, ma come violenza esercitata dal padre sulla madre che, nella sua mente, equivale all’atto del picchiare, al daneggiamento fisico. In effetti, finché il bambino non raggiunge un’età in cui apprende le sfaccettature della vita le quali dovrebbero renderlo capace di catalogare le situazioni , sarebbe opportuno che i coniugi separati vivessero “separata sede” i legami che hanno nel frattempo formato. In questo caso c’è di mezzo un secondo matrimonio e occorre trovare le parole adatte alla bambina per spiegarle quanto è accaduto. Ci sarebbe da auspicare un’intesa tra gli ex coniugi affinché il coniuge affidatario non usi la figlia come arma contro l’ex coniuge, come molto spesso avviene. Quando mi si è chiesto se queste madri amano i proprio figli ho risposto “No, però lo credono”. L’eccesso di apprensione nei confronti del minore, come nel caso in questione, funge così da paravento a problematiche più profonde che l’ex moglie non riesce a risolvere e che la spingono a giustificare gli atteggiamenti sbagliati come se questi andassero a beneficio dei figli. In effetti, alcune persone, specialmente donne, arrivano a credere in questo. In verità non ampliano un discorso che, già di per sé si presenta di facile accesso e che implica una domanda dopotutto banale: “Qual è il bene di mia/o figlia/o?”.
Daniele Russo
1 settembre 2010
Innanzi tutto desidero ringraziarvi tutti per aver dedicato un minuto del vostro tempo nel leggere la mia storia.
Sapete cos’ è che mi fa male oltre ai decreti non rispettati e alla lungaggine dei tribunali? E’ l’assuefazione a certi scempi che ogni giorno si ripetono.
E non parlo di PADRI separati dai figli, ma di GENITORI separati dai figli, perché (seppure in numero molto minore) ci sono anche mamme che si trovano a vivere situazioni molto dolorose.
Purtroppo sempre più spesso si usano termini come “film già visto”, “solita storia”, “stessa solfa”.
Il fatto è che viviamo in un Paese che non riesce più ad indignarsi verso le ingiustizie commesse, viviamo in uno stato di ipnosi che ci porta a metabolizzare tutto, senza che niente di quello che leggiamo/vediamo lasci traccia dentro di noi.
E questo porta quelli come me a lottare nel silenzio e nell’ombra contro il muro di gomma istituzionale, migliaia di padri e madri con le proprie storie, che sembrano fotocopiate da tanto si rassomigliano.
Ma tutto questo non è normale!! Non è normale che non se ne parli, non è normale che se ne sentano e se ne scrivano a migliaia di queste storie, esiste una legge precisa che i Tribunali per primi non applicano, sono loro i primi a prendere a calci la bigenitorialità che tanto bene dovrebbe fare ai figli.
Non si può rimanere indifferenti a tutto questo. Io lotto da tre anni per avere una vita normale,non per avere una vita speciale.
Eppure anche questa verrà archiviata e catalogata come “una delle tante storie” e come tale nascosta sotto il tappeto di un’indifferenza annoiata, che conta zero a livello sociale e forse anche meno a livello mediatico.
Dobbiamo, in un modo o nell’altro, cercare di scuotere le coscienze, dobbiamo farlo per noi, ma soprattutto per i nostri figli e per i figli delle generazioni future.
rossodisera
6 settembre 2010
beh…io non mi sono trovato una nuova compagna, ho cercato di tutelare le mie figlie in questo, ci sarei andato piu piano con il farmi una nuova famiglia, sarebbe peggiorata la situazione…ma si dopo 5 anni di guerre legali e penali…
Maura
9 settembre 2010
Daniele, la tua storia ricalca quella che vive mio fratello da oltre 4 anni, da quando ha scoperto che lei aveva da tempo un’altra storia ed è uscita di casa. Per il primo anno il bimbo passava 1 settimana alternata con ciascun genitore, poi la separazione da consensuale è diventata giudiziale, è stato emesso un provvedimento dal giudice del Tribunale che regolamentava le visite ed i pernottamenti ma specificava che il padre poteva vedere il figlio quando voleva e lo autorizzava a vivere nella casa coniugale di proprietà. A mano a mano i problemi nel frequentare il bimbo sono aumentati, mio fratello ha fatto in più occasioni intervenire Carabinieri o Polizia per veder rispettato il provvedimento, ha lasciato un ottimo lavoro per cercarne un altro con orari che gli consentissero di andare a prendere il bimbo all’uscita dell’asilo ma “guarda caso” spesso erano già andati i nonni a prenderlo prima dell’orario oppure proprio non lo avevano mandato! Nonostante il Giudice abbia redarguito la madre per i suoi comportamenti, nonostante esista una relazione del CTU che attesti che il padre ha tutte le carte in regola per farlo e suggerisca tempi e vacanze, nonostante la scorsa estate ci sia stato un periodo in cui mio fratello prelevava e riconsegnava il piccolo accompagnato da una assistente della CTU senza che la madre (ovviamente!) si sia mai opposta, nonostante il padre, su suggerimento dei suoi legali, abbia mantenuto un “profilo basso” per cercare di non creare problemi al figlio e facilitare un accordo con la moglie….nonostante tante altre cose…..da oltre un anno e mezzo vede molto meno o per niente il piccolo. Le passate vacanze natalizie non è riuscito a prenderlo neppure con l’intervento dei C.C. perchè ora la madre dice che “non ha problemi a darglielo ma è il figlio che non ci vuole andare e quindi lei non glielo lascia prendere”! Nessuna vacanza estiva col padre che ora risiede in altra città con una nuova compagna, “perchè è lui che non vuol venire da te” nonostante al telefono il bimbo abbia chiesto al papà di venirlo a prendere, tante porte in faccia anche per vederlo il sabato e domenica, non parliamo poi di pernottare a casa sua…non succede da 2 anni! Dice di esser più tranquillo a dormire nel lettone con mamma…vi sembra normale per un bimbo di NOVE anni? Vogliamo parlare di “Alienazione genitoriale”? Dai primi di giugno il padre non vede il figlio ed io dal lontano Natale 2007. E…sarebbe ancora molto lunga la storia, ma sappi che purtroppo non sei solo a combattere questa battaglia ASSURDA contro tribunali, giudici e avvocati che non hanno il coraggio (salvo qualche eccezione) di prendere decisioni forti e, sì, coraggiose ma la legge esiste e qualcuno che la faccia rispettare ci deve essere! Un genitore non deve sentirsi all’improvviso trattato come l’ultimo dei delinquenti quando non fa altro che chiedere un suo diritto: aiutare suo figlio a crescere e vederlo diventare adulto come qualsiasi altro genitore di questo mondo, senza perderne le tracce per egoismo dell’altro genitore. A cui sicuramente non importa nulla di quale sia il BENE DEL PROPRIO FIGLIO. Un caro saluto e se vuoi metterti in contatto con mio fratello avvisami.
Daniele Russo
9 settembre 2010
Cara Maura, quello di cui qualcuno mi vorrebbe colpevolizzare è di essermi rifatto una famiglia dopo tre anni in cui ho fatto di tutto meno che pensare a me e alle mie necessità, il mio non è un caso di adulterio o cose simili, lei se ne è andata di propria volontà nel 2005 e io ho “osato permettermi” di rifarmi una vita dopo 3 anni.
Quello che dovrebbe indignare l’opinione pubblica, a mio avviso, è che persone come me e tuo fratello debbano lottare per un diritto che sarebbe sacrosanto.
Stamattina sono andato in prima persona in tribunale a Firenze, ma la mia pratica è ancora ferma dal mese di gennaio.
Non gli sono bastati oltre 8 mesi per decidere se mia figlia abbia diritto o meno di passare la notte con me, e io nel frattempo sono costretto a riportarla a casa di forza se non voglio che la madre mi denunci per violazione del decreto del Tribunale.
E’ questo che si vuole quando si parla di agire per il bene dei minori? 8 mesi per una decisione semplicissima? Nel frattempo si sono sprecati i colloqui con assistenti sociali e neuropsichiatri infantili (fino ad oggi tutti con esiti a me favorevoli in quanto non sono quel mostro che qualcuno dice che io sia), il prossimo ce l’ho fra pochi giorni.
Tre anni a farmi rivoltare come un calzino (psicologicamente parlando) e ancora non basta a dimostrare che l’amore per mia figlia è vero e sincero, si continua a tergiversare, a prendere tempo in attesa di scoprire chissà cosa…
Nel tuo commento parli di alienazione genitoriale. A mio avviso quella è la diretta conseguenza di un sistema che non funziona, che permette a certe madri di manipolare i sentimenti dei figli a discapito del padre, che in tal senso non può difendersi poiché passa molto meno tempo (nella migliore delle ipotesi) con i figli.
I decreti non bastano se poi non si fa in modo che si debbano rispettare. Sono convinto che la tua ex cognata di condanne per violazione dell’articolo 388 non ne ha mai avute, mentre per tuo fratello sarebbe bastata una falsa denuncia per minacce o per stalking per avere una diffida preventiva nei confronti del figlio.
Questa è la giustizia così come funziona oggi, la stessa per la quale bisogna indignarsi e non fare finta di nulla.
Dobbiamo cercare tutti insieme di dare una voce a quelli come me e come tuo fratello, che lottano nell’indifferenza o che nell’indifferenza si sono arresi, schiacciati da un muro di gomma istituzionale insormontabile.
La Rete in questo ci può aiutare molto, è l’unico mezzo di comunicazione che ci dia un minimo di visibilità, adesso sta a noi fare in modo che ci sentano anche da lontano. Dì pure a tuo fratello che siamo tanti e che uniti ce la possiamo fare. Ce la dobbiamo fare, lo dobbiamo soprattutto ai nostri figli. Non lasciate che questo appello vada nel dimenticatoio, basta un semplice clic del mouse perché le persone sappiano. Ti abbraccio e aspetto notizie di tuo fratello
ilcorvo
29 settembre 2010
abbia l’onestà di metterti la coscienza in pace, so che non pubblicherai questo post, solo perche sei ipocrita, la tua storia è simile a 1000 altre, molti padri che si rifanno una vita devono fare i conti con la perdita dei propri figli, tu non hai avuto rispetto per tua figlia, l’unica persona che doveva essere tutelata in tutto questo..
Daniele Russo
30 settembre 2010
Non accetto lezioni morali da chi lascia discorsi a metà e si nasconde dietro un nick.
Spiega meglio cosa intendi per “non hai avuto rispetto per tua figlia” e se davvero per te è giusta l’equazione “rifarsi una vita=perdere i propri figli”. Oltretutto io sono ben lontano, ad oggi, dal perdere mia figlia.
Cerca di spiegare meglio il concetto che volevi esprimere nel tuo post, in quello che hai scritto non si capisce granché…
Marco
1 ottobre 2010
Un abbraccio di conforto……
Solo questo
cerasella
2 ottobre 2010
Dove sta scritto che un genitore(padre o madre che sia) quando si rifa una vita deve mettere in conto la perdita dei propri figli??? Chi lo ha deciso??? Probabilmente esseri che vivono e si nutrono d’invidia e cattiveria perche non hanno la capacità a loro volta di rifarsi una vita …….
Probabilmente persone con il cuore talemnte mangiato dalla rabbia da non pensare piu ai danni che si fanno ai figlia ma solo alla propria infelicità dovuta all’incapacità di amare e quindi di essere amati ……Il rispetto verso i figli manca a chi usa questi ultimi per ripicche e rabbie personali non a chi si rifa (ovviamente e naturlamente ) una vita .E finchè ci saranno persone che la pensano come il Corvo avremo dei ragazzi sempre piu confusi ,che non sognano piu ,senza valori ecc ecc …..e questi ragazzi sono gli uomini e le donne di domani ……una vergogna !!!!!
cerasella
4 ottobre 2010
rossodisera è giusto rinunciare a vivere per colpa altrui???? rinunciare a rifarsi una vita perchè si rischia di non vedere piu i figli???? è assurdo ,vedere i propri figli è un diritto naturale non un favore che si riceve….sopratutto è un diritto per i figli ,un bambino HA DUE GENITORI …..
ilcorvo
6 ottobre 2010
francamente questi discorsi ipocriti e per benisti fanno semplicemente pena, quello di cui non si tiene conto è che forse qui le persone non si rendono conto dei danni causati da un genitore che si mostra al proprio figlio, gia tradito una volta, in compagnia di un/a nuovo/a compagno/a, forse non si tiene conto della sofferenza dei figli in questi casi, forse non vi rendete conto, entrate in empatia con i vostri figli??? questa è pura forma di egoismo e basta, non vedo altra spiegazione!
Il papà se si rifà una vita deve mettere in conto questo rischio, non perchè sia scritto da qualche parte, ma perchè è una realtà delle cose, ho visto troppi padri perdere i propri figli per queste ragioni, tocca a loro tutelare i propri figli, se dall’altra parte c’è una pazza incallita! Avete soluzioni alternative? se si evidenziatele altrimenti non scrivete cazzate troppo comodo tutto ciò!
cerasella ma sarai mica sempre lo stesso utente? mah!
cerasella
7 ottobre 2010
SICCOME MI FIRMO SEMPRE COL MIO NOME ( non amo nascondermi dietro ad una tastiera )SONO SEMPRE IO OVUNQUE COMPARE IL MIO NOME .Detto ciò sono separata ben 2 volte e attualmente convivo ,ho 4 figli sereni e ottimi rapporti con gli ex .Quindi parlo per esperienza personale non è vero che i figli soffrono nel vedere il papà o la mamma rifarsi la vita ….certo importante è come viene impostato questo rapporto ma spesso sono piu problemi nostri che dei nostri figli .Grazie a Dio loro sono puliti e privi di malizia,rancore e cattiveria sterile come invece non lo sono certi adulti.Spesso se queste situazioni si sanno gestire bene creano ai figli complicità e danno serenità.Utopia ???Non credo …la mia storia ( e non solo ) ne è testimone .Quindi Daniele secondo te Corvo doveva rinunciare a 30 anni alla sua vita ,all’amore e ad una famiglia perchè dall’altra parte c’è una donna con la mente offuscata dalla rabbia e dall’invidia??? noooooo è sbagliato ….che piace o no la società è cambiata e conviene adeguarsi…..la lotta che si sta facendo è proprio quella di adeguare le leggi alla nuova società …….mi piacerebbe caro corvo vedere che hai il coraggio anche tu a mostrarti come faccio io ,Daniele ,sua moglie Serena e tanti altri con il proprio nome perchè sparare contro nascondendosi dietro ad un anonimo nick sono capaci tutti
piu difficile lottare per ciò in cui si crede mostrando la propria faccia ,mettendosi in piazza esponendosi anche alla critiche
Daniele Russo
7 ottobre 2010
Cito: “Il papà se si rifà una vita deve mettere in conto questo rischio, non perchè sia scritto da qualche parte, ma perchè è una realtà delle cose, ho visto troppi padri perdere i propri figli per queste ragioni, tocca a loro tutelare i propri figli, se dall’altra parte c’è una pazza incallita!”
Quindi è solo il papà che deve mettere in conto il rischio? E tutte le mamme che si rifanno una vita in conto cosa ci dovrebbero mettere? Oppure è concesso solo ad uno dei due?
L’alternativa a questo, se ho capito la tua linea di pensiero, è darsi all’eremitaggio o al celibato come i sacerdoti. Io non posso farmi condizionare la vita secondo le reazioni altrui, siano esse della madre di mia figlia, siano di qualunque altra persona, altrimenti torniamo ai tempi dei Montecchi e dei Capuleti!
Il fatto che tu abbia visto troppi padri perdere i loro figli per aver umilmente raccolto i cocci della loro vita e ricominciare daccapo è una realtà fin troppo evidente, ma totalmente ingiusta.
Lo dici tu stesso/a : sono i padri che rischiano, i padri che subiscono, i padri che perdono. Non si sente mai parlare di madri che vivono situazioni analoghe.
Quindi non si può parlare di tutela dei figli = vivere da single per il resto della vita, la tutela dei figli è tutt’altra cosa ed è regolamentata dalle leggi e non dagli squilibri mentali delle persone, madri o padri che siano.
Daniele Russo
19 ottobre 2010
caro corvo..sono serena la moglie di daniele….non la madre in questione.vorrei tu vivessi un esperienza come la nostra..poi vedi che certe affermazioni o commenti non li faresti piu…beato te,che ci illumini dall alto con le tue sagge verità.Serena Fabbrini,molto fiera di essere diventata Russo.
ilcorvo
31 ottobre 2010
ora ascoltatemi, questi vostri messaggi provocatori non fanno una piega, lo fate per avere solamente informazioni sulla mia esperienza, ora vi tranquillizzo io, non sono la ex di Daniele, non si sa mai che vi fosse qualche pensiero paranoide a riguardo…sapete cosa significa avere i figli legittimi in un altro paese che non è l’italia e non poterli vedere? ecco tutto ciò da piu di 10 anni. Cari i miei festaioli e tanto per benisti amorevoli innamoratini e fidanzatini non avete proprio capito un cazzo. D’altronde è dura far capire a coloro che non ragionano dei concetti troppo chiari e logici.
Voi siete solo egoisti e pensate solamente alla vostra tranquillità familiare e poi volete il 50% dei figli, e poi Daniele, perchè ti lamenti tanto, dici che tua figlia la vedi, hai una donna al tuo fianco che ti ama,ti da supporto psicologico e morale, cosa vuoi ancora? Molti papà che si sono rifatti una vita con un’altra donna hanno perso i figli avuti dalla precedente relazione, e non è un caso, è quasi matematicamente certo ,la percentuale di questi casi è piuttosto elevata. E i figli poi.. hai mai provato cara Sig.ra Russo a vedere i tuoi 2 genitori con altri partners? E pensate che il concetto di famiglia allargata faccia tanto bene ai figli, ma cosa ne sapete voi di cosa fa bene ai figli? Una cosa è certa, i genitori che si separano generano un danno indelebile nelle vite di queste creature che se le portano avanti per tutta la vita. Vi dico io una cosa, chi vive vere tragedie non va di certo a spiattellarle per le piazze virtuali come fate voi , solo per ricevere cosa poi compassione? non scrivete, agite e abbiate un po di rispetto per chi la tragedia la vive veramente e soprattutto per i vostri figli!
cerasella
1 novembre 2010
caro Corvo ( strano che visto che sei bravo a giudicare non trovi il coraggio di firmare con il tuo nome come facciamo noi “festaioli “)sicuramente i figli soffrono quando ci si separa ma se poi si usa il buon senso il dolore passa e i figli vivono la nuova situazione con serenità ( esperienza personale da figlia e da mamma ).I figli non si fanno tutti i problemi che ci facciamo noi adulti ( li chiamo problemi per educazione ma un altro termine sarebbe piu adatto) I figli non scelgono di perdere il papà se questo si rifa una vita ma lo sceglie la ex moglie non si sa bene per qualche recondito motivo ( a me pare molto ignoranza e stupidità ).
Sport preferito di tutti di questi tempi perche mettersi in discussione e confrontarsi come hanno fatto daniele e Serena è piu difficile 
Tu sei possessore della verità assoluta ??? buon per te io non ho questa presunzione e credo neanche Daniele e Serena ,ma di certo nonostante la separazione ho tirato su 4 figli SERENI ,bravi e che non hanno MAI patito la mancanza di uno dei genitori .Nonostante la separazione il Natale,la Pasqua e spesso anche le domeniche le passiamo tutti insieme con i nuovi compagni e con i nostri figli in armonia e serenità…utopia? no ,la mia vita .E sai perchè .Perche sia io che i papà ( si caro corvo hai capito bene i papà ,ho 4 figli con 2 uomini ) abbiamo messo al primo posto in assoluto i nostri figli vivendo anche la nostra vita serenamente .
E dicendoti questo mi metto a disposizione delle critiche di chi come te si nasconde dietro ad un nick anomino ma critica …..uuuuuuuh se critica
Buona vita caro corvo nella tua piccolezza ma enorme presunzione .
Daniele Russo
1 novembre 2010
caro corvo sono di nuovo la moglie di daniele sono troppo educata per scrivere cio che realmente penso di te e dei tuoi commenti gratuiti.ma lasciatelo dire sei un grande e anche molto coraggioso.perli parli…ma ti vuoi presentare..cosi ti esponi.coraggio su.BEATO TE CHE CI ILLUMINI DALL ALTO!!!!!!CON AFFETTO E STIMA.SERENA RUSSO.
paolo
1 novembre 2010
Caro Corvo, guarda oggi sono in una festa speciale…… visto che non vuoi spiegare la tua situazione, giustamente perchè OGNUNO a il DIRITTO di decidere per le cose SUE PERSONALI, allora pure io non stò a spiegarti la mia e specialmente quella dei FIGLI. Ma nel momento in cui ti permetti di dare una TUA opinione senza sapere realmente la situazione, ma solo mettendo in rilievo risposte che tengono conto SOLO della tua situazione e apostrofando altri genitori, non mi sembra che si possa aver una discussione con una logica che possa trovare una serie di pensieri per poter trovare la soluzione che vada ad AIUTARE i FIGLI. Si!!!! Corvo il nocciolo delle questioni sono i FIGLI e chi sei per poter poter giudicare l’operato degli altri che tengono conto principalmente solo di quest’ultimi, quando ai già le tue opinioni di cosa provano e decretato una sentenza che non lascia spazio ad altri casi che , mi dispiace che tu non l’abbia scritto…sono diversi dal tuo come del mio perchè molti casi fanno testo per conto suo e chi fà di tutta un erba un fascio sbaglia perchè la situazione è un pelino più difficile.
Daniele Russo
1 novembre 2010
sono sempre la moglie..serena…visto che parli di compassione..a oggi dopo tutti i tuoi bassi commenti ti dico che ognuno sente il dolore a modo suo,e lo esprime e esterna come meglio crede nel rispetto dei figli e di se stesso..questo è stato un modo per far conoscere quanto male funziona la giustizia e quanto è grande il dolore di un padre,e se proprio vuoi saperlo anche io non mi diverto sai caro il mio corvo….ma perche non ci dici chi sei.io l ho fatto se vuoi ti do anche il mio numero di telefono almeno ti sfoghi una volta per tutte e finalmente potrò sentire la tua voce che mi dice che scriviamo solo per far compassione….e tante altre belle cose che ti sei permesso di dire dall alto della tua mente sovrumana…..mi fai pena.te la sei cercata.serena,la festaiola.
Daniele Russo
1 novembre 2010
Cito: “sapete cosa significa avere i figli legittimi in un altro paese che non è l’italia e non poterli vedere? ecco tutto ciò da piu di 10 anni”.
Finalmente qualcosa di concreto in mezzo a tanta aria fritta, finalmente qualcosa che spieghi il motivo di molti discorsi che non stanno né in cielo né in terra.
Non pensare che siccome i tuoi figli sono lontani allora tu ti debba sentire maggiormente parte lesa di chi invece ha difficoltà ad avere rapporti (ho detto rapporti e non “frequentazioni” o “visite”) con chi li ha vicini, perché il dolore non si misura in chilometri o miglia marine e la distanza non è direttamente o inversamente proporzionale all’amore/dolore.
Premesso questo io personalmente, mettendo da parte le tue critiche ed i tuoi insulti che non mi fanno nessun effetto, credo che tu stia subendo delle ingiustizie come tutti quelli che sono nella stessa mia situazione, solo che a differenza mia tu ti sei rassegnato ed hai accettato di raccogliere le briciole, cosa che io (e tanti altri) non farò mai, continuerò ad usare tutti i mezzi legali, civili e mediatici che mi vengono messi a disposizione per fare in modo che, semplicemente, venga applicata una legge che esiste da anni.
Qui si parla di dignità delle persone, e la dignità non può avere nessun prezzo: dici che si deve scegliere se rifarsi una vita o stare coi propri figli? Io dico che scelgo tutte e due le cose perché la libertà è un diritto inalienabile di tutti.
Corvo, personalmente ritengo che tu abbia bisogno di aiuto come tutti noi, se il tuo è un caso di “rapimento” internazionale ti posso indicare il fondatore di questo blog (che non sono io come hai erroneamente fatto intendere nel tuo primo post) che di casi di figli portati all’estero se ne intende perché li ha vissuti in prima persona.
Si deve essere coscienti che è il padre a separarsi dalla madre e viceversa, non i genitori dai figli.
Vuoi rifarti una vita perché ti sei accorto che la persona che ti sei messo accanto non è quella della tua vita? Liberissimo di farlo, ma i figli esulano completamente dalla definizione di “cattivo coniuge”.
Cito: “e poi Daniele, perchè ti lamenti tanto, dici che tua figlia la vedi, hai una donna al tuo fianco che ti ama,ti da supporto psicologico e morale, cosa vuoi ancora? Molti papà che si sono rifatti una vita con un’altra donna hanno perso i figli avuti dalla precedente relazione, e non è un caso, è quasi matematicamente certo ,la percentuale di questi casi è piuttosto elevata”.
E’ vero, mia figlia la vedo, la sento per telefono quando non la vedo, ho una moglie splendida… e secondo te questo vuol dire essere genitore? Un Genitore con la G maiuscola è quello che si prende cura dei figli, che sta accanto a loro quando si ammalano, che vanno a parlare con le maestre di scuola, che gli insegnano a superare le prime difficoltà della vita, li aiutano a crescere e molte altre cose ancora.
Non si può certamente dire di essere genitore solo perché hai contribuito a mettere al mondo un figlio e perché “ti viene concesso” di vederlo per qualche ora nell’arco della settimana.
E ancora una volta sono costretto a darti ragione quando dici che moltissimi padri sono messi in condizione di rinunciare ai propri figli perché si rifanno una vita, ma questa NON è la normalità.
Una cosa è il genitore, una cosa è il coniuge/convivente, la legge parla chiaro, sono due cose differenti e distinte, la legge esiste e DEVE essere applicata.
Se anche tu sei stato costretto con l’inganno a dover fare delle scelte dolorose con la complicità delle istituzioni che sono state compiacenti (anzi direi conniventi), è l’ora che tu ti svegli dal torpore e che tu cominci a fare qualcosa di concreto che non sia screditare il prossimo o piangerti addosso. Diversamente, quando sarai vecchio rimpiangerai di non aver fatto abbastanza per fare in modo che le cose andassero in un altro modo.
Ripeto: non esiste nessuna legge, scritta o non scritta che dica che chi si separa non debba avere il diritto di ricominciare daccapo rinunciando ai propri figli. Questo è un abominio che va a colpire proprio loro, che da grandi si chiederanno: “dov’eri quando avevamo bisogno di te?”
Vagli a spiegare poi le tue teorie sulle percentuali e vediamo se comprenderanno…
Daniele Russo
childrenfree
2 novembre 2010
Buongiorno.
Volevo precisare che le finalità di Children Free sono quello di un aiuto a bambini e alle problematiche ad essi correlate in modo chiaro e concreto.
Chiunque dentro questo contenitore può essere parte attiva, non per nulla esiste un menù collabora in questo blog e quindi mi aspetto aiuto da parte vostra.
Siamo a disposizione per tutti quelli che vogliono ricevere aiuti , appoggi , informazioni (anche solo morali) alle persone (Padri,Madri,Nonni , parenti, ecc. ecc.) che hanno vicende legate al felicità dei propri Bambini.
Chiaramente chi desidera avere spazio su questo blog , deve essere aperto a fornire tutte le informazioni e descrivere i fatti in modo veritieri.
Per questo motivo da oggi non pubblicheremo articoli , storie,commenti dove non possiamo verificare le notizie, e .che non hanno la propria identità dichiarata di chi le propone.
Siamo tutti nella stessa barca chi per un motivo,chi per un altro, vanno unite le forze in modo costruttivo e non distruttivo.
Leonardo Lovari – Children Free
Daniele Russo
5 novembre 2010
oggi 5 novembre 2010 è arrivata la sentenza che aspettavamo..caro corvo ci hanno dato ragione alla faccia tua!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!serena.
panico
8 agosto 2012
daniele ciao io sto entrando in questa crisi ho una bimba bellissima ogni cosa che faccio per mia moglie la faccio male con le non piu dialogo da anni nel 2007 ci siamo sposati e non mangiava e a minacciato di lasciarsi andare o deciso di tornare e quando ho deciso di finirla è rimasta in cinta sono 2 anni e nove che sto impazzendo ho perso il lavoro e ho sbagliato un po di volte nelle mie decisioni di vita cosa posso fare senza far soffrire mia figlia ho voglia di scappare e la mia piccola?